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Lockdown Pallanuoto - Il pensiero di Rampolla, Malinconico e De Sio: "Attività agonistica subordinata alla funzionalità delle strutture"

07/05/2020

E' arrivato nel tardo pomeriggio di ieri l'atteso comunicato della FIN: la stagione pallanuotistica si chiude anzitempo senza emettere alcun verdetto. A livello nazionale e, di riflesso, regionale. Con una importante postilla: la sospensione di ogni giudizio su un'eventuale ripresa dell'attività giovanile con annesse fasi finali dei rispettivi campionati. 

"Dalle videocall delle ultime settimane tra società e vertici federali era emersa la chiara indicazione che riprendere sarebbe stato più che difficile - spiega Mariano Rampolla, ds della Rari Nantes Salerno - Dal canto nostro qualora ci fossero state le condizioni avremmo continuato volentieri, visto che ci siamo fermati nel momento clou nel bel mezzo di una stagione sopra le righe e con numeri importanti sotto tanti punti di vista: da quello sportivo a quello dell'appeal mediatico passando per il sempre più crescente interesse del pubblico. Vogliamo essere positivi e ci auspichiamo di riprendere il discorso interrotto il prossimo anno, provando anche a migliorarci per quel che è nelle nostre possibilità. In ogni caso mi allineo alla scelta di ripartire con questa formula, 16 squadre e gironi territoriali avrebbero inficiato sull'interesse in primis senza dimenticare le interruzioni legate all'anno olimpico. Blocco delle promozioni? Inevitabile, la stagione era ancora lunga e sappiamo bene che al di là della regular season i play-off costituiscono un terno al lotto che avrebbero potuto cambiare le carte in tavola. Si utilizzino le classifiche attuali come graduatorie di ripescaggio e come criteri per eventuali agevolazioni economiche". L'attenzione si sposta, inevitabilmente, su altre problematiche: "Siamo i primi a perorare la causa dell'attività giovanile e della riapertura delle strutture ma ci poniamo al contempo tante domande: l'adeguamento degli impianti è complicato, abbiamo tempi e fondi per poter consentire la pratica sportiva rispettando un protocollo non ancora chiaro e definitivo? Come gestire l'afflusso di bambini che non possono essere accompagnati in spazi ridotti, impegnando al contempo maggiore personale addetto alla sicurezza? Come regolarizzare l'utilizzo di un impianto comunale condiviso da più società sportiva dovendo limitarne l'accesso già ai membri di una sola? E' un problema di tutti, non solo nostro. Senza dimenticare l'assoluta necessità di rimodernazione infrastrutturale che a Salerno è divenuta ormai necessità. In ogni caso mi auguro che venga trovata quanto prima una cura, un rimedio che ci consenta di avviare una regolare normalizzazione della situazione".

"Ho imparato a mie spese che qualsiasi decisione venga presa, troverà sempre qualcuno concorde e qualche altro contrario". Così Luca Malinconico, presidente FIN Salerno e massimo dirigente dell'Oasi commenta la diatriba susseguita al comunicato federale: "Non è il momento di perdersi in polemiche sterili ma di inviare messaggi distensivi perchè la situazione è già tragica di per se. Credo che sia stata adottata una soluzione salomonica per limitare i danni ed evitare di finire in un circolo vizioso di ricorsi e controricorsi senza via d'uscita, soprattutto non sapendo se a Settembre la macchina possa essere messa di nuovo regolarmente in moto. Le priorità adesso sono altre: l'attività giovanile di base è di vitale importanza e a differenza di quella agonistica può reggersi grazie a costi più bassi ed alle rette familiari ma senza impianti a norma come si può pensare di riprendere? Come si può pensare di limitare gli accessi ma a persone che comunque sono in movimento e più esposte a contatti seppur in un ambiente meno a rischio come il nostro per la presenza di cloro e così via? Un impianto si regge sull'utenza normale a cui è subordinata l'attività agonistica, con costi e consumi ingenti. In situazioni così limitanti si rischia di perdere l'ossigeno del nostro movimento. Un movimento dilettantistico solo fiscalmente ma sfido chiunque a paragonare i sacrifici del nostro sport con quelli di atleti molto più noti ed etichettati come professionisti. Anche da noi c'è gente che di questo vive ed ora si ritrova in un limbo preoccupante. Ci sono tanti punti interrogativi che dureranno fin quando il virus non verrà debellato. Adesso è il momento di imparare a conviverci perchè altrimenti il danno non sarà più solo fisico ma morale e psicologico ed a questo bisogna prestare molta attenzione".

Si è concusa senza nemmeno il tempo di entrare nel vivo la stagione della Swim Academy Pagani/Waterpolo Cava, massima espressione pallanuotistica salernitana su scala regionale insieme al Dream Team nel girone 7 di Serie C: "Tre giornate effettive disputate sulle sei programmate prima dello scoppio dell'epidemia sono emblematiche sull'impossibilità di portare a termine la stagione - spiega il tecnico Enzo De Sio - Magari in A1 ed A2 con qualche sacrificio in più si poteva provare a riprendere, magari cristallizzando le classifiche attuali e riprendere dal momento della sospensione appena possibile ma in ogni caso sarebbe stato un campionato falsato, quindi accettiamo come movimento questa decisione. Il problema è più ampio e generale e riguarda tutta l'attività a 360°: senza la riapertura e la regolarizzazione degli impianti, già carenti storicamente nel salernitano, andremo incontro ad un disastro senza precedenti. La ripresa è inevitabilmente subordinata al risanamento di chi fornisce la spinta alla pratica sportiva individuale e collettiva, le strutture e tutte le persone che ci gravitano attorno, gestori, manutentori. Personalmente sono dispiaciuto perchè ci siamo allenati sei mesi per non giocare e le prime giornate ci avevano dato credito per poter affrontare un campionato di vertice in un girone molto più equilibrato e competitivo. Tra l'altro con una squadra giovanissima, tutti elementi dai 15 ai 25 anni massimo. L'auspicio è che a settembre si possa riprendere in una situazione di maggiore normalità ed inizare a recuperare il tempo perso con nuova linfa".

Davide Maddaluno - Sport -

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