

In attesa di una decisione definitiva sul prosieguo della stagione, s'inizia ad intravedere qualche barlume di speranza almeno per la riapertura delle piscine e la ripresa degli allenamenti individuali anche per la Pallanuoto. In questi giorni si è discusso molto sul significato di affetti stabili, per un'atleta lo è sicuramente l'acqua. Lo sa bene Martina Mazzola, ospite del nostro ottavo appuntamento di approfondimento nazionale. Giovane, caparbia, talentuosa, la numero 7 dell'Acquachiara ripercorre le tappe salienti del suo presente e recente passato sportivo proiettando contemporaneamente un occhio al futuro.
"Da piccola ero costretta ad accompagnare mia sorella in piscina con mia madre, ogni giorno, tutti i pomeriggi ero in piscina praticamente. Quindi un po' per capire il motivo per il quale a mia sorella piacesse così tanto nuotare, un po' magari per la noia di passare le giornate senza far nulla, decisi di tuffarmi. Da lì sono passati appena 14/15 anni (ho perso il conto) - esordisce ai nostri microfoni - Ho iniziato con il nuoto per i primi anni, poi un giorno Barbara (la storica allenatrice Damiani, ndr) mi fece provare un allenamento di Pallanuoto ed arriviamo ad oggi".
Una stagione stoppata agli albori per la A2 femminile: "Stroncare il campionato così, di colpo, quando finalmente si stava entrando nel vivo del campionato è stato un brutto colpo, soprattutto perché in questo modo non abbiamo avuto la possibilità di ripagare i sacrifici che abbiamo fatto dall'inizio dell'anno. Ma la salute viene prima di tutto e con una tale pandemia non bisogna fare altro che tenere duro e aspettare che la situazione si risolva - prosegue l'attaccante partenopea - La cosa fondamentale per tenersi attivi in questo periodo, per quel che si può, è mantenere alta la motivazione e devo dire che la nostra allenatrice, Barbara Damiani, sa come riuscirci. Con le mie compagne di squadra ci vediamo con lei in settimana tramite videoconferenza da casa e facciamo un'ora di attività. Non siamo abituate ad allenarci da sole, abbiamo bisogno di passare del tempo insieme. Diciamoci la verità, quest’anno viste le varie partenze, in pochi avrebbero puntato sulla disputa di un buon campionato. 2 vittorie, 2 pareggi ed una partita in meno rispetto al resto delle squadre, mi sembra un buon risultato per una squadra giovane come la mia. Vorrei ricordare che la nostra è una rosa giovane e perché non dire anche una squadra costruita quasi del tutto ex novo. Il peccato è che lo stop sia arrivato nel momento in cui cercavamo conferme, nel momento in cui” i motori iniziavano a scaldarsi”. Ed ora?: "Sarebbe bello e diverso disputare un campionato estivo, le belle giornate mi mettono di buon umore, ma il mio pensiero è sempre rivolto alla situazione globale nei confronti del virus. Dunque in relazione alle varie proposte fatte a riguardo rispondo Si, se la pandemia lo permette. No, se c'è anche un minimo di rischio e pericolo per la salute".
Non a caso sono state rinviate anche le Olimpiadi: "Come ho detto prima "la salute prima di tutto" e se ciò comporta il posticipo delle Olimpiadi non possiamo fare altro che attenerci a queste precauzioni. Sono sicura che l'attesa ne varrà la pena e assisteremo con serenità ad un Olimpiade diversa dalle altre proprio per questo".
Il Setterosa, un sogno per tutte le ragazze che sin da piccole iniziano a praticare questo sport. Martina Mazzola ha avuto il merito e l'opportunità di respirare l'aria azzurra in ambito giovanile e chissà che in futuro non si possa ripetere un'esperienza da sogno: "Quando ho saputo della convocazione ero al Liceo e appena appresa la notizia ero così felice che dovevo condividere la mia felicità con qualcuno - racconta - Così andai subito da una mia compagna di squadra, anche lei convocata, che frequentava lo stessa scuola ma in una classe diversa e ci abbracciammo per la gioia. Credo che una convocazione in Nazionale sia una delle principali aspirazioni di tutti gli atleti di qualunque sport, quindi per me è stato veramente appagante ed emozionante".
Ma non di certo l'unico momento da inserire nell'album dei ricordi: "Il ricordo sportivo al quale sono più legata è sicuramente la vittoria dello scudetto U15 a Pescara, nel 2013. Fu una vittoria inaspettata perché non eravamo le favorite sulla carta, ma eravamo un gruppo molto unito, anche al di là della Pallanuoto e ci divertimmo ad ogni partita, fu proprio la nostra unione e il gioco di squadra a farci prevalere. Per quanto riguarda un rammarico, l’anno scorso, finale play-off per l’A1, in casa nostra, perdemmo; lascio immaginare lo stato d’animo. Dopo un anno di sacrificio arrivare ai play-off è di per se una grande soddisfazione, ma l’amaro che lascia la sconfitta te lo porti dietro".
Sport ma anche studio per Martina, un binomio che andrà avanti nel tempo: "Sono al terzo anno della facoltà di architettura, mi auguro tra qualche anno di concludere gli studi ed abilitarmi alla professione di architetto e chissà magari iniziare una collaborazione lavorativa con mio padre, che è nel settore - conclude - Ovviamente il tutto accompagnato dalla Pallanuoto, al momento non riesco ad immaginare la mia quotidianità senza di lei, questo stop forzato basta e avanza".
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