

di Erika Noschese
«Il Coronavirus è una lezione di umiltà per tutti: i politici abbiano il pudore di evitare coinvolgimenti in limitate esperienze personali e di riconoscere i loro errori quando affrontano argomenti scientifici». Parole dure quelle pronunciate dall’infettivologo salernitano Luigi Greco, richiamato in trincea al Ruggi salvo poi essere licenziato in tempi brevi a causa di esternazioni che non sarebbero piaciute ai vertici dell’azienda ospedaliera universitaria, che replica al Questore della Camera dei Deputati nonchè parlamentare di Fratelli d’Italia. Il deputato, infatti, è risultato nuovamente positivo al Covid-19, insieme alla sua compagna, e - nella giornata di sabato - ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare per luce su quanto accaduto al Ruggi con l’esito del tampone che non sarebbe stato chiaro per la sua compagna, inizialmente risultata negativa. «Leggo considerazioni rese da un deputato espresse a seguito di una sua esperienza personale - ha detto Greco - Riferisce la sfortunata condizione di portatore di Coronavirus con risultati discordanti circa l’esito dei tamponi». Greco punta il dito contro gli «offensivi giudizi di merito» e, aggiunge, «non so dove abbia potuto apprendere il valore assoluto non dell’indagine relativa al suo tampone ma di tutti i test diagnostici usati nella diagnostica delle malattie infettive». L’infettivologo sottolinea infatti come ad oggi non esista nessun test che possa vantare sensibilità e specificità del 100%. Per quanto riguarda le modalità di prelievo, sottolinea Greco, «dalla nostra esperienza, il prelievo dal naso, dal faringe o dai bronchi o da saliva possono dare risultati apparentemente contradditori che però riflettono momenti diversi di replicazione virale e siti diversi di colonizzazione». Stando a quanto riferisce l’infettivologo, infatti, molti falsi negativi sarebbero imputabili a modalità di prelievo non corrette. Per quanto riguarda i tempi del prelievo, invece, l’infezione non sarebbe mai in uno stato stazionario bensì un’evoluzione dinamica, mutevole di momento in momento. «L’infezione da Coronavirus può sfuggire ai test diagnostici perchè esistono modi e tempi di evoluzione della malattia che possono eludere le ricerche mirate - spiega il dottor Greco - Ancora oggi non sappiamo perchè, da un lato, si può essere portatori apparentemente, dall’altro si può fare un’evoluzione della malattia rapidamente mortale». In meno di tre mesi, infatti, per il nuovo Covid sono state apportate centinaia di metodiche volte a certificare non solo la presenza del virus ma anche la comparsa di evetuali anticorpi specifici. «Nessuno di questi test diagnostici può darci la certezza assoluta che va valutata in termini di sensibilità e specificità- ha spiegato ancora il medico salernitano - Il problema è che i test non hanno quasi mai sensibilità al 100% così come la specificità». Di fatti, i test confrontati con la realtà creano quattro possibilità: veri positivi, veri negativi, falsi positivi, falsi negativi e - aggiunge ancora l’infettivologo - «non riuscire ad isolare qualcuno che effettivamente ha il Covid19 rimandandolo a casa con un test falso negativo può costituire un pericolo per molte persone». Sotto il profilo scientifico, sottolinea ancora Luigi Greco, «nessuno può avanzare pretese di terapie certe, diagnosi sicure, vaccini pronti» perchè, aggiunge, «non esistono certezze non per colpa dello Stato Italiano o dell’ospedale di Salerno ma perchè la storia di una nuova malattia infettiva non può essere scritta in 3 mesi».
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