

di Erika Noschese
E’ solo questione di ore, ormai, è la città di Salerno entra - a tutti gli effetti - nella fase due, la più delicata, forse, di tutta l’emergenza Coronavirus. Fase due significa, inevitabilmente, anche ritorno a lavoro per centinaia di cittadini salernitani molti dei quali, inevitabilmente - per questioni pratiche - si spostano con i mezzi pubblici. E se altrove si decide per un potenziamento delle corse per evitare il sovraffollamento, la città di Salerno, ancora una volta, sembra andare contro corrente. Così, Busitalia Campania sembra non avere ancora le idee chiare per affrontare la fase due. Di fatti, con il ridimensionamento delle corse numerosi sono gli autobus fermi - e gli autisti in cassa integrazione. Scelta, questa, che sembra aver spinto i vertici dell’azienda che gestiscono il trasporto pubblico su gomma a mettere al palo numerosi mezzi pubblici a cui sarebbe stata sospesa anche l’assicurazione per provare ad avere un rientro, in termini economici. Così, mentre il pendolare prova ad esprimere la sua preferenza circa le corse, gli orari e la tratta da percorrere, l’azienda Busitalia sembra essere totalmente impreparata ad affrontare l’emergenza. Mentre, infatti, altrove si pensa ad un potenziamento del servizio per far fronte a tutte le richieste dei pendolari in provincia di Salerno la situazione sembra essere ben diversa e potrebbe, seppur con orari e modalità differenti, esserci ancora la riduzione del servizio rischiando di lasciare letteralmente a piedi centinaia e centinaia di pendolari costretti ad usufruire dei mezzi pubblici per spostarsi in città. Intanto, continuano gli incontri con i sindacati per cercare un punto d’incontro nella fase due. Tra le ipotesi avanzate, almeno per il momento, quella di utilizzare i vigilantes e gli autisti inidonei alla guida alle fermate principali per centellinare le salite a bordo dei mezzi. Ipotesi, questa, che non sembra essere stata presa seriamente in considerazione dall’azienda Busitalia che, invece, continua a procedere come se nulla fosse, quasi come se la responsabilità fosse degli autisti che dovrebbero poi ritrovarsi a fare la conta delle persone a bordo e lasciar decidere chi far salire a bordo e chi no. Intanto, problemi sarebbero relativi anche alla sanificazione che dovrebbe tenersi ogni giorno e che, almeno per ora, non sembra essere così quotidiana come invece richiede il decreto del presidente del consiglio. Nel frattempo, da lunedì le modalità potrebbero cambiare ma - almeno per ora - l’azienda continua a valutare le preferenze dei pendolari, come se poi avessero davvero potere decisionale nelle scelte aziendali.
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