

di Adriano Rescigno - L'Ora di Cronache
Dopo tre anni che l’ospedale “Costa d’Amalfi” di Castiglione di Ravello è stato inserito nella lista degli “ospedali di zona disagiata”, ancora lontana pare la sua totale efficienza ma in tempi di Covid-19 le paure aumentano soprattutto quelle legate alla radiologia ed ai percorsi all’interno del nosocomio. Date le diverse disfunzioni il presidente del Tribunale del Malato e consigliere comunale di Atrani del gruppo consiliare “Mani Pulite”, chiama in causa i carabinieri di Amalfi ed il nucleo Nas di Salerno per accertare se la struttura sia idonea a prestare soccorso verso chi necessitante vi ci si reca. Al nosocomio costiero manche il reparto di degenza e l’osservazione breve intensiva, essenziali soprattutto in questo periodo. “Nonostante siano passati tre anni dalla definizione di “ospedale di zona disagiata” nulla di quanto previsto si è finora realizzato. I posti letti previsti restano solo una lontana promessa e il presidio resta priva di degenza, e di Obi e con tante carenze strutturali e sanitarie che permangono da anni”, dice Cretella. A complicare il quadro sopraggiunge l’emergenza Covid-19, ed vertici aziendali pare che ad oggi non hanno provveduto a definire un percorso interno adatto ad un ospedale che non ha né degenza, né osservazione breve intensiva. “Per ovviare a tutto questo – dice Cretella – si tenta allora di approntare un percorso Covid-19 ma sembra che agli atti non ci siano tutte le autorizzazioni previste da chi di competenza”. “Un ospedale senza posti letto né Obi – si domanda il presidente del Tribunale del Malato – come fa ad ospitare ed assistere un paziente che deve attendere dalle 18 – 30 ore per un risultato di un tampone? Inoltre non essendoci degenza non vi è vitto e quindi il paziente è costretto a rimanere digiuno, se non per il buon cuore dei medici e infermieri che procurano qualcosa al paziente”. Oltre a quanto descritto dunque sembra piovere sul bagnato ed anche da parecchio tempo visto che, come lo stesso Cretella spiega: “Al paziente sospetto Covid, in isolamento , la radiologia non è in grado di praticargli alcun esame, perché manca un portatile per i raggi x a letto oltre al fatto che il tavolo radiocomandato è guasto da 10 anni, e i radiologi non vogliono correre il rischio di contaminare la sala raggi, cosa che bloccherebbe la restante parte del pronto soccorso” e quanto afferma Cretella in diverse lettere è già stato esposto dal coordinatore della radiologia Mario Santoro ai vertici dell’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona della quale il “Costa d’Amalfi” fa parte. Adesso dunque la parola passa ai militari dell’Arma sollecitati dall’esposto del presidente Cretella, i quali dovranno accertare se sussistono le condizioni necessarie per la presa in carico dei pazienti.
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