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Caffè a domicilio? Lo sblocco del delivery non sembra produrre effetto

25/04/2020

Caffè a domicilio? Lo sblocco del delivery non sembra che produrrà molti effetti lunedì prossimo. Ma c’è ancora tanta confusione e, soprattutto, nessuna certezza. Nonostante l’ordinanza del governatore De Luca, nulla cambia per il settore dei bar. In buona sostanza, l’ordinanza regionale è servita solo a togliere la restrizione del divieto di asporto voluta da De Luca, perché in precedenza il dcpm prevedeva la chiusura dei bar con possibilità della consegna a domicilio, quello che era vietato in Campania però. Insomma, nulla è cambiato, con le porte dei bar che dovrebbero restare chiuse, e aprirsi solo per consegnare caffè a domicilio, e qualche cornetto se possibile in base agli approvvigionamenti, nei pochi uffici restati aperti. «Nulla è cambiato – afferma Sonia Avella del Moonlight Cafè Dal Governo centrale non ci sembra che sia stato emanato alcun provvedimento di apertura. Poi, in questo momento consegne a chi? Il lockdown continua, con tutti gli altri esercizi commerciali che restano con la saracinesca abbassata. Serve a poco, pur volendo tralasciare quella che sarà la modalità del trasporto in esterna del caffè, che prevede tutto un particolare protocollo, oltre che attrezzatura ad hoc. Diciamo che è per scelta personale che preferiamo restare ancora con la saracinesca abbassata. Che di fatto deve restare abbassata perché alcun decreto di apertura è giunta dal governo centrale».

A conti fatti, dunque, nulla è cambiato. Impossibile, dunque, dal prossimo 27 aprile sorbire tranquillamente un caffè al bar. Gli stessi restano ancora chiusi, così come da dcpm. «Non so ancora cosa farò, ancora non mi è chiaro tutto il protocollo di sicurezza – afferma Antonio Presutto della Caffetteria Guercio – Bisogna vedere quali debbano essere le modalità di consegna a domicilio, preferisco prima confrontarmi con altri colleghi e poi deciderò. Anche perché non mi sembra che ci sia un provvedimento di apertura dell’esercizio».

«Non apriremo, resteremo ancora chiusi e non faremo consegne a domicilio - afferma Alessandra Francese del GalizianoPer scelta personale attendiamo gli eventi e precise direttive dal governo centrale».

Saranno a disposizione di chi vorrà il caffè a domicilio Barbara Matonti e Pietro Fato del “500 Caffè”. «Saremo operativi pronti a portare a domicilio un buon caffè – dice Barbara Matonti – Meglio di niente che ci servirà a riprendere il ritmo del quotidiano o qualcosa del genere dopo questo lungo periodo oscuro. Nel frattempo, prima di lunedì faremo l’ennesima sanificazione nel nostro esercizio per essere pronti per le consegne».

Laura Argento, proprietaria del White Cafè di Salerno, non riaprirà i battenti: «Noi in qualità di attività di bar, pensiamo sia giusto aspettare nuove e più idonee normative  in quanto queste restrizioni non ci consentono di dare spazio al nostro lavoro. Siamo a conoscenza della gravità della situazione che tutti stiamo vivendo, ma se dobbiamo rispettare delle misure di sicurezza che ci sia almeno concesso di portare avanti l’attività, e in questo modo per noi non è possibile, troppe spese da affrontare, tenendo conto che siamo chiusi dall’11/03/2020, continuando a pagare fitto di locazione e utenze. Al più presto ripartiremo tutti ma con grande sacrificio».

Stessa idea per il proprietario del Carducci di Pontecagnano Faiano, Angelo Mazza che però nel caos è riuscito a trovare un aspetto positivo alla situazione. «Quando abbiamo saputo dell’ordinanza, tutti i pubblici esercizi di Pontecagnano Faiano, si sono uniti ed è iniziata tra di noi un momento di confronto e di ascolto, cosa che non era smai successa prima d’ora. Tutti insieme abbiamo analizzato le restrizioni che ci venivano imposte con così poco tempo di preavviso e il 90% di bar e pasticcerie sul territorio locale ha deciso di non aprire fino al 3 Maggio. Abbiamo attivato anche un confronto con le istituzioni locali in modo che faccia da tramite con la regione e ascolti le nostre motivazioni che ci spingono ad aspettare ancora una settimana e decidere in seguito cosa fare. E’ importante anche capire - continua Mazza - i protocolli d’intesa tra le ASL e le attività. Tutte queste incertezze al momento ci spingono ad aspettare cosa succederà il 3 Maggio, e se dopo questa data dovremo continuare solo con l’asporto allora avendo più tempo a disposizione ci organizzeremo nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie».

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