

di Erika Noschese
In piena emergenza Coronavirus la cultura non si ferma, non del tutto almeno. Con l’obbligo di restare a casa e il divieto degli assembramenti è tempo di reinventarsi. Così, nasce il tour virtuale della città di Salerno. Ideatore dell’iniziativa la cooperativa Galahad che tramite Simona Parrilli, membro del direttivo nazionale ha organizzato un’escursione, rigorosamente viruale, di due dei più importanti siti museali della città capoluogo, il Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana e il Museo Roberto Papi. E l’iniziativa sembra riscuotere non poco successo, non solo tra gli stessi cittadini salernitani ma anche – e soprattutto – tra i turisti. Un tour virtuale della città di Salerno, con particolare riferimento al museo Roberto Papi.
Come nasce questa iniziativa?
«La cooperativa Galahad di cui sono parte del direttivo, presieduta da Marilia Parente, ha, grazie al patrocinio delle Fondazione Scuola Medica Salernitana, in gestione gli eventi di due siti museali importanti: il Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana e il Museo Roberto Papi, entrambi incentrati sulla storia medica della città e non solo. In questo momento così complesso un legame tra medicina e cultura è quantomai essenziale e, nel nostro piccolo, abbiamo pensato innanzitutto ad una “passeggiata” virtuale per le strade del centro storico, partendo proprio dall’ex Chiesa di San Gregorio dove attualmente è ubicato il museo della Scuola Medica. Dopo aver percorso i vicoli più caratteristici e insoliti del centro il tour, pubblicato sulle storie istagram del profilo Museo Papi in occasione di Pasquetta, è terminato al Museo Roberto Papi e proprio questo museo sarà virtualmente visitabile sui social sabato 25 aprile. La cultura è un veicolo davvero formidabile e in tal senso abbiamo a cuore la divulgazione storico/ culturale, le nostre pagine sono sempre attive anche grazie al lavoro svolto dai nostri volontari che le curano, in particolare Alessia De Santis. Le pagine sono le seguenti: Sulle tracce della Scuola Medica, Museo Roberto Papi, Delitto al Museo – Salerno».
Questa crisi sembra aver messo in ginocchio anche un altro importante settore quello del turismo, i musei sono tra quelli che stanno subendo un netto calo degli introiti. Com’è la situazione a Salerno? Cosa bisognerebbe fare per risollevare la situazione secondo te?
«Indubbiamente il settore turistico in questo momento è totalmente in stasi, a Salerno come in tutta Italia. La chiusura totale poterà certamente ad un periodo di crisi per il settore ma nell’ottica di una ripresa e della riapertura è bene non disabituare la gente al bello e all’arte, in molteplici sfaccettature. Concentriamoci sull’”offerta” anche ora, per alleviare la solitudine e lo stress di quanti sono a casa, per creare le basi alla “domanda” quando riapriremo». Da dove si riparte quando questa epidemia sarà finita? «Credo si ripartirà dalla voglia di ricominciare a vivere e scoprire quanto il nostro territorio offra. Quando sarà possibile, ma anche ora, l’ambito cultura avrà una grande responsabilità. Noi ripartiremo dalle tante idee avute in questo stop forzato, in particolare dal nostro scenografo e addetto all’evento “Delitto al Museo” Maurizio Maffei, il nostro storico e autore Alessandro Vece e la nostra addetta alla grafica Laura D’Ambrosio che sono sempre attivi. Siamo certi il pubblico non potrà che gradire perché c’è bisogno di energia e positività».
Le guide turistiche ad oggi sono quelle che si ritrovano senza lavoro e impossibilitate a lavorare da casa…
«Salerno ha molti professionisti nell’ambito e abbiamo avuto la fortuna di lavorare e interagire con molti di loro prima del lockdown e non possiamo che essere vicini alla loro realtà complessa. Lo smart working per loro non è possibile ma sono una tale risorsa per il nostro territorio che mi auguro ci sia ampio spazio di ripresa per loro quando finalmente potremo ricominciare ad “esplorare” e “scoprire”».
Credi che il governo centrale possa mettere in campo delle misure di sostegno per aiutarvi in questo senso?
«Credo che sia necessario un appoggio se non sostegno e credo anche che il governo abbia tutte le intenzioni di lavorare sinergicamente con realtà come la nostra per far ripartire il turismo».
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