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Cibo a domicilio, il fronte del si: "Speriamo sia il primo passo, noi ci siamo"

23/04/2020

di Andrea Bignardi

Non mancano i favorevoli alla ripresa delle consegne a domicilio. Nonostante le numerose polemiche sollevatesi nelle scorse settimane, con attività della ristorazione sempre più inclini ad una riapertura per scongiurare l'aggravarsi di una crisi economica epocale, numerosi esercenti salernitani hanno mostrato il loro favore verso la scelta del governatore. "È sicuramente un passo avanti - commenta Andrea Pidone della pizzeria Fratelli Pidone di Cava de'- Tirreni - Anche se ci sono molte restrizioni soprattutto sugli orari ed è per questo che abbiamo deciso di non riaprire. Dalle 16 è pressoché inutile stare aperti viste le nostre abitudini. Però iniziamo a prendere tutto ciò come un passo avanti per tutti. Speriamo però sia solo un inizio verso un miglioramento generale, non solo per la nostra categoria. Un piccolo spiraglio di luce in fondo al tunnel".

"Siamo contenti della possibilità che il presidente De Luca ha dato a chi giustamente premeva per il delivery con le giuste indicazioni sanitarie per poterlo fare a tutela e salvaguardia di tutti - aggiungono Aniello e Vincenzo Mansi, titolari di due popolarissime pizzerie nella zona orientale di Salerno - Questo permette a tanti che erano già strutturati e vivevano di delivery di poter ripartire. Dal canto nostro, che siamo strutturati esclusivamente per un lavoro di sala, ci stiamo organizzando per farci trovare pronti a quando avremo la possibilità di poter accogliere nelle nostre pizzerie i clienti. Facciamo ad ogni modo tantissimi auguri a tanti nostri colleghi. Con grande sacrificio, ma ce la faremo!".

"Letta l'ordinanza, ci siamo subito attivati per poter garantire tutte le norme imposte, spiega Pietro D’Amico della pizzeria “Divina Vietri”. "Abbiamo già contattato il nostro responsabile per l'haccp e di conseguenza stiamo contattando una ditta per la sanificazione del laboratorio. I dipendenti sono già stati informati e si stanno attivando per visita medica e certificato medico che dovranno portare al lavoro lunedì", prosegue: "Per quanto riguarda la pulizia e la disinfezione giornaliera per noi è una routine, non è alcuna novità. Già normalmente siamo abituati a pulire e disinfettare il locale due volte al giorno. Lo facciamo quando arriviamo e quando chiudiamo. Tutto lo staff è stato educato a pulire e disinfettare la propria postazione. I guanti anche vengono usati normalmente in pizzeria, per cui la novità sarà la mascherina". Ma non mancano le perplessità: "Dobbiamo capire soltanto quanto sarà utile quest'apertura da un punto di vista economico. Se sarà sufficiente a garantire almeno il sostenimento delle spese. Potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per tante attività. Tuttavia, proviamo ad aprire per capire come si evolverà la situazione, come risponderà la clientela, dal momento che molti saranno restii a causa della paura ed il lungo periodo di reclusione. Insomma si prospetta uno scenario complicato, però cerchiamo di rimanere positivi e fedeli alla nostra filosofia, puntando sulla qualità e la professionalità, due punti su cui io ed Elena abbiamo sempre puntato".

Sulla stessa posizione Pizzeria Scacciapensieri in Piazzetta Filangieri a Salerno, Pizzeria Signora Pummarulè in via Luigi Liguori, Filippo e O'Panaro a Mercatello, Comm'Accetta a Torrione, 8/Burger a Baronissi.

Tanta perplessità su questa riapertura anche per la categoria dei pasticceri. Molti non riapriranno, in attesa di poter aprire le loro attività al pubblico il 4 Maggio (forse). Emilio Soldivieri, proprietario della storica pasticceria di Giffoni Valle Piana “Pasticceria Elia”, riaprirà ma non con pochi dubbi. "Ho sempre lavorato con prodotti freschi, racconta Emilio, per questo la settimana del 27 aprile servirà soprattutto per organizzare il lavoro e preparare i semilavorati necessari per la vera e propria riapertura che spero arrivi il 4 maggio. Ovviamente in questo periodo se dovessi ricevere ordinazioni per l’asporto sarò ben felice e soprattutto attrezzato per farle, ho solo bisogno di un’ordinazione di minimo 24h di anticipo per il resto i mezzi ATP ci sono ed il personale è stato già formato e munito di tutti i dispositivi individuali necessari nel rispetto di tutte le norme igienico- sanitarie"

Non saranno solo pizzerie ad aprire, ma anche pasticcerie a riaprire i battenti per la consegna a domicilio. Una boccata d'ossigeno per gli amanti del dessert in una città come Salerno, da sempre legata alla tradizione dolciaria. "Sono stato il primo ad annunciare che la mia pasticceria, che opera nel settore da oltre cinquant'anni, avrebbe approntato un piano per la consegna da asporto - ha commentato invece Carlo Cuofano della Pasticceria Svizzera di Torrione - Da mercoledì provvederemo alle consegne ad un prezzo molto basso, con l'omaggio delle brioche per chi acquisterà il nostro gelato. Lo faremo per dare una valvola di sfogo ad un settore - in particolare il segmento dolciario - che è stato particolarmente svantaggiato. Non lo facciamo soltanto per guadagnare ma anzi anche e soprattutto per far ripartire alcuni servizi e iniziare a prepararci al meglio per la riapertura definitiva della pasticceria. Abbiamo tanta grinta di ricominciare e auspichiamo che le istituzioni possano consentire la proroga delle casse integrazione, in modo da seguire delle norme che ci possano consentire di partecipare alla ripartenza dell'attività senza fare troppe polemiche. In una prima fase ci concentreremo su di una produzione tutto sommato ristretta, limitandoci alle torte “setteveli” ed al gelato, omaggiando i nostri clienti con due brioche per confezione acquistata. La nostra è un'iniziativa simbolica di una ripresa che giunge e che accogliamo con fiducia, come dopo ogni guerra: il passato, da questo punto di vista, insegna".

Più complesso è, invece, riconvertirsi al delivery per le attività di ristorazione, soprattutto quelle di livello medio-alto: difficile pensare ad una consegna a domicilio di pietanze più o meno pregiate, a base di pesce o carne, che non comprometta le "prestazioni" qualitative del piatto. "Sul delivery sono favorevole per tutti coloro che già lo facevano ed hanno un'organizzazione interna adeguata a portarlo avanti - conclude Carla D'Acunto del Mediterraneo - Il delivery lo possono fare solo le categorie commerciali che abbiano il codice Ateco dell'asporto. Per poterlo fare va presentata una Scia al comune ed una Scia sanitaria, quindi non è possibile avviarlo immediatamente per tutte quelle attività che non possano portarlo avanti. Questa è una cosa fondamentale da far comprendere ai tanti cittadini salernitani che molti di noi non apriranno non per una rinuncia volontaria ma per il mancato possesso del codice Ateco, che ovviamente prevede delle spese non indifferenti per centinaia di euro e per tecnici che tra l'altro sono distinti e separati per le due pratiche".

A favore anche il giovanissimo Franklin Mora, che è pronto a ripartire con il suo Bar Office, a disposizione di uffici e lavoratori della zona: “Dopo 43 giorni di chiusura proviamo a ritrovare il sorriso e la mia piccola attività riapre in via San Leonardo n.120 dove potremo preparare le nostre colazioni d’asporto e i nostri pranzi con consegna”.

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