

Non si è fatto trovare in ritardo nell’emergenza ed è già pronto per la fase due. Roberto Schiavone ha già ben chiaro come intervenire nella riapertura di questo lungo isolamento con la sua flotta professionista dell’emergenza dell’Humanitas Soccorso Italia onlus. Il carnet è già abbastanza pieno, con Schiavone che ha già pronto l’intervento, soprattutto per quanto riguarda le pizzerie e, in particolare, il cibo da asporto, quello che è portato dai runner nelle case dei salernitani. «Attendiamo il via libera governativo, con l’apertura delle pizzerie. – afferma – Per la verità abbiamo già un impegno con una nota pizzeria salernitana che ha chiesto il nostro intervento quando potrà alzare la saracinesca. Una nostra squadra, infatti, sarà chiamata a misurare ai runner la temperatura e a controllare tutti i parametri sensibili a un eventuale contagio Covid. Nel caso ci fosse, e in particolare il sintomo della febbre, il runner sarebbe immediatamente bloccato e rispedito a casa, con nostro personale che nelle ore successive lo seguirà a casa, per verificare tutta la sintomatologia. Una misura di sicurezza in più, dunque, per i tanti amanti della pizza e non solo». Una squadra, dunque, che sarà provvista di tutto il materiale utile per il rilevamento termico della temperatura corporea e non solo. «Strumentazione che abbiamo già acquistato e che a breve sarà a nostra completa disposizione. - riprende Schiavone – Diciamo che ci siamo trovati preparati in questa emergenza inattesa. Proprio qualche mese prima la nostra struttura si era dotata di una barella di biocontenimento, che c’era costata intorno ai 25mila euro. Il tutto in previsione a trasporti particolari per pazienti con patologie infettive. Ebbene quando è scattata l’emergenza, siamo stati chiamati da ogni punto della Campania per il trasporto di pazienti Covid-19, con il personale che ha lavorato h24 nei giorni caldi dell’emergenza». Un passo avanti, però, per l’associazione Humanitas, con altre strumentazioni che si vanno via via ad aggiungersi. «Non solo la barrella di biocontenimento, ma anche un’auto di servizio di biocontenimento. – riprende Schiavone – Sarà utile per trasporti di malati meno gravi che all’interno della speciale vettura saranno completamente isolati dal personale che sarà alla guida. Potrà essere adatta per quei pazienti che non hanno necessità assoluta della barella di biocontenimento con il vano ricavato all’interno della vettura che potrebbe accogliere fino a quattro pazienti. Diciamo che è anche più riservata, creando anche meno allarmismi nella gente che vedrebbe il malato nella barella di biocontenimento. Ovviamente il tutto con la massima osservanza del protocollo di sicurezza». Ai vertici nell’emergenza, l’associazione Humanitas è dislocata in varie città d’Italia tanto che, prossimamente, un camper super attrezzato sarà di scena a Roma, all’Eur, per un progetto di screening della popolazione capitolina. «Dovremmo essere già operativi nella prossima settimana. – continua – Sicuramente inizieremo il progetto di screening da mercoledì prossimo e ci avvarremmo di tutte le attrezzature possibili, ivi compresi i famosi test sierologici per il rilevamento delle Igg e Igm. Ma al via della riapertura delle attività commerciali, saremo presenti anche nella nostra città e in particolare dove ci potrebbero essere pericolosi aggregazioni. Saremo pronti a qualsiasi chiamata e in modo gratuito». Il massimo della flotta dell’Humanitas, comunque, resta a Salerno dove è continuamente impegnata nell’emergenza del capoluogo. Ma anche per il post emergenza, con lo stesso Schiavone che non chiude del tutto la possibilità che il progetto pilota, con la misurazione della temperatura termica ai runner della pizza, possa essere esteso anche ad altri settori, come gli uffici pubblici o privati. «Per la verità, in quest’ultimo caso, sarebbe un tantino più problematico. – afferma Schiavone – Appare abbastanza difficile essere presenti in tutti gli uffici all’ora di apertura. Una sincronizzazione che sarebbe impossibile, o quasi. Più facile, invece, che si potrebbe avviare un progetto di screening variabile, durante l’arco della giornata lavorativa. Questo ci permetterebbe di coprire un cospicuo numero di uffici ma anche esercizi commerciali. Ma per il momento, diamo la precedenza alle pizzerie. Con buona pace anche del nostro Governatore che, così, potrà essere quasi tranquillo da pericoli di contaminazione da parte dei runner».
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