

Sono passati ormai due mesi dall'ultimo match disputato, con il girone di ritorno ancora da scalare. La doppietta nella vittoriosa trasferta di Pescara è stata l'ultima emozione agonistica di questa annata surreale per Gianmaria Siani, centrovasca classe '95 passato la scorsa estata dalla Tgroup Arechi all'Anzio Latina. Un campionato da protagonista, interrotto nel bel mezzo di un serrato duello al vertice tra i laziali ed il Nuoto Catania con l'Acquachiara a fare da terzo incomodo. Abbiamo ascoltato umori e sensazioni del pallanuotista salernitano (foto Fabio Barbieri):
- Come procede la Quarantena lontano dalla vasca? Come avete impostato il lavoro fisico per tenervi un minimo in attività?
"Innanzitutto Davide ti volevo ringraziare per il tuo interesse nei confronti della Pallanuoto in modo sempre più approfondito costante e duraturo nel tempo. La quarantena in generale non è facile considerando che siamo chiusi in casa da oltre un mese, lontani dalla vasca poi è ancora più dura, ma paragonata a tutti gli sforzi che affrontano gli operatori sanitari che fronteggiano il virus in prima linea, beh direi che per il momento ne possiamo benissimo farne a meno. Stare lontano dall'acqua è difficile, soprattutto per tutto questo tempo fa uno strano effetto. Ma in fin dei conti sto bene e sono vicino alla mia famiglia quindi mi ritengo fortunato. Per quanto riguarda il lavoro fisico, il tecnico Mirarchi ci ha dato delle linee guida da seguire. Approfittando di tutto il tempo a disposizione in questo periodo, si possono sperimentare allenamenti specifici a corpo libero molto interessanti e lavorare di più sulla mobilità articolare e la prevenzione dagli infortuni, insomma alla fine il segreto è trovare sempre una soluzione al problema".
- Il campionato di A2 si è interrotto a cavallo tra girone d'andata e quello di ritorno, proprio in concomitanza alla sfida ai tuoi ex compagni dell'Arechi. Che campionato è stato fin lì? Quale partita rigiocheresti e quale invece rappresenta il punto più alto di questa (prima parte di) stagione?
"L'Anzio Waterpolis sin dall'inizio di stagione aveva un obbiettivo ben chiaro e già a partire dalla campagna acquisti non si è nascosta facendo investimenti importanti puntando al salto di categoria immediato, sfuggito solo nella finale l'anno prima contro la Rari Nantes Salerno. Partendo dalla preparazione improntata a costruire una solida base che ci permettesse nel prosieguo di affrontare la regular season nel migliore dei modi per poi arrivare nel finale di stagione al top della forma. Il campionato è stato un in crescendo, le prime partite ci sono servite per amalgamarci e conoscerci essendo per dieci tredicesimi nuovi. Ma già alla terza giornata di campionato ci siamo ritrovati ad affrontare il Catania che è la nostra diretta concorrente per il salto di categoria, appena retrocessa dalla A1. Dalla trasferta etnea siamo usciti con un buon pareggio ma soprattutto convinti dei nostri mezzi. La partita che rigiocherei sicuramente é l'unica che abbiamo perso, quella contro l'Acquachiara dove purtroppo siamo incappati in una giornata storta che abbiamo pagato a caro prezzo. Ma in fin dei conti in un percorso di crescita, si passa anche attraverso questi momenti. Ci può stare tanto è vero che ne siamo usciti ancora più affamati di prima. E nella gara con il Pescara pur essendo in emergenza di formazione data l'assenza di due pedine fondamentali come Di Rocco e Presciutti, è emersa la forza del gruppo ottenendo un'ottima vittoria del collettivo nonostante le molteplici difficoltà, con il coinvolgimento anche di tutti i giovani. Il momento più alto direi che è stato propio nell'ultima partita disputata a Pescara. Anche se il migliore Anzio secondo me si sarebbe visto nel finale di stagione".
- Dal punto di vista personale, come ti sei ambientato ad Anzio?
"Mi sono trovato bene sin da subito perché ho trovato un ambiente professionale sia dal punto di vista della società che dei compagni di squadra e staff tecnico. Quindi un ottimo ambiente dove poter lavorare bene e crescere ulteriormente".
- In questi giorni si diffondono continuamente ipotesi sulle sorti del campionato di A1. Ma cosa si augurano e cosa si aspettano dal futuro, invece, gli atleti di A2, in particolare quelli come te di una squadra prima in classifica che ha investito molto già dalla scorsa estate?
"In primis mi auguro che finisca al più presto questo calvario e che si riesca a contenere il più possibile questo virus, almeno in modo tale da poter tornare ad uscire di casa. Per poi lentamente e con le giuste precauzioni riprendere il tutto. Ovviamente il mio augurio e speranza, come quello della stragrande maggioranza degli addetti ai lavori. sarebbe di riprendere l'attività e portare a termine i campionati con qualsiasi formula. Ma questo é strettamente collegato alla situazione sanitaria, soltanto nel momento in cui dovesse migliorare si può pensare ad una ripresa. Nel frattempo e giusto cercare di programmare e farsi trovare pronti. Se il campionato non dovesse riprendere le ipotesi sono tante, il computo finale però spetta sempre alla FIN che spero tenga conto non solo degli investimenti importanti effettuati dalle società ma anche dell'attuali posizioni in classifica e poi si regoli di coseguenza su come gestire la situazione dell'assegnazione dello scudetto, di come gestire le retrocessioni e le promozioni. Ma anche da questa situazione a mio avviso si può trarre vantaggio perché si potrebbe creare una maggiore sinergia tra la federazione e le società cercando di confrontarsi in modo costruttivo e creare una soluzione che favorisca entrambi".
- Favorevole al rinvio delle Olimpiadi ed alla disputa di concentramenti estivi all'aperto per chiudere i campionati? E all'eventualità di una Serie A a 16 divisa per gironi?
"Ovviamente sono favorevole ma purtroppo era inevitabile il rinvio, considerando la situazione sanitaria mondiale. D'altronde non vi è neanche la certezza nel poterle disputare nel prossimo anno considerando le difficoltà organizzative legate agli spostamenti da un paese all'altro. Per quello che riguarda i concentramenti estivi all'aperto sarebbe davvero bello anche perché vorrà dire portare a termine i campionati e determinare le varie assegnazioni di promozioni, retrocessioni e scudetto sul campo. Se pur sempre falsate dal non regolare svolgimento della stagione in corso, ma in questo momento essendo realista la vedo dura. Guardando anche le altre federazioni come quelle di Francia prima e Spagna poi, dove hanno comunicato l'ufficialità della definitiva chiusura dei campionati con le modalità di assegnazione dello scudetto e delle retrocessioni ed infine delle promozioni dalle serie minori ancora da definire. Mentre guardando in Italia, la FIN ha confermato la sospensione dei campionati fino al 31 Maggio e ha nominato una commissione speciale per cercare di ripartire. Si è affiancata a degli esperti del settore sanitario per cercare di creare delle linee guida da seguire e capire se le attività possono realmente riprendere in piena sicurezza per tutti gli addetti ai lavori, prendendo in considerazione molteplici fattori. Ma in questo momento di forte crisi uno dei fattori più importanti e al centro del dibattito è soprattutto l'aspetto economico, perché per riprendere le attività le società hanno bisogno di aiuti reali ed immediati per cercare di ripartire. Per l'anno prossimo una delle ipotesi più auspicabili è propio quella che è stata adottata già in passato dall'A1, ampliare il torneo a 16 squadre e suddividerlo in 4 giorni da 4 anche in base alla posizione geografica delle partecipanti in modo tale da ammortizzare le spese di gestione e costi delle trasferte considerando il periodo di forte crisi, per poi formare un girone da 8 d'elite ed un altro sempre da 8 per la lotta alla salvezza".
- Ortigia è una delle più belle storie della Pallanuoto italiana dell'ultimo anno. I ricordi più belli della tua esperienza in Sicilia
"L'Ortigia nell'ultimo anno sta raccogliendo i frutti della programmazione e degli investimenti che ha fatto nel tempo affiancando grandi campioni con giovani di talento e confermando l'ossatura dei siracusani e quindi mantenendo anche un'identità. Da tre anni a questa parte appassiona e coinvolge non solo gli addetti ai lavori ma sta scrivendo una bellissima storia suscitando l'interesse di molti. Ormai calca i palcoscenici delle big della Pallanuoto sia in campionato che in Europa arrivando sino alla finale dell'Eurocup di quest'anno che ne rappresenta il coronamento. I ricordi belli sono tanti, ma in particolare l'ultima stagione dove abbiamo ottenuto dei risultati importanti e hanno dato il via al prosieguo dell'Ortigia tra le grandi".
- Infine, una curiosità. Che effetto fa condividere lo spogliatoio con uno come Amaurys Perez? E tanti altri che hanno fatto la storia di questo sport?
"Alla fine negli anni ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con diversi campioni ed anche quest'anno ho avuto la fortuna di conoscerne degli altri. Uno è l'attuale capitano dell'Anzio Waterpolis Federico La Penna, persona fantastica e disponibile che con la Pro Recco ha vinto tutto e più volte. E l'altro, molto conosciuto non solo nel mondo dello sport. Amaurys Perez, campione del mondo e argento olimpico con la nazionale Italiana. Con Ama ho una grande rapporto di amicizia perché anche se in poco tempo ha contribuito alla mia crescita personale non solo come giocatore, davvero un campione sia dentro che fuori dall'acqua. Alla fine una cosa che ho notato che accomuna un po' tutti i campioni è l'umiltà che li contraddistingue e li rende tali".
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