

di Giovanna Naddeo
Garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale anche in piena pandemia e scongiurare il rischio contagi, nelle situazioni di sovraffollamento carcerario, con misure alternative alla detenzione. A sottolinearlo è la Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni (di seguito, “Cammino”) nel nuovo “Decalogo per la cura e il sostegno delle persone private della liberà nel periodo di vigenza delle misure di contrasto al covid-19”, attualmente consultabile sul sito web dell’associazione. Sulla scia del documento emanato il 20 marzo scorso dal “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti” del Consiglio d’Europa, gli avvocati di “Cammino” amplificano lo sforzo e l’impegno a tutela dei più vulnerabili, con particolare attenzione alle condizioni dei minori. «Anche i figli di genitori detenuti vantano il diritto alla continuità affettiva e relazionale – afferma l’avvocato Ersilia Trotta, membro del direttivo nazionale nonché presidente regionale di “Cammino”. – A tal fine, è necessario che le autorità competenti attivino, stante l’inevitabile riduzione della possibilità di contatto fisico, strumenti tecnici idonei per consentire al genitore detenuto contatti costanti con i figli minori, realizzando una continuità di affetti, essenziale per lo sviluppo integrale di ogni minore, e garantendo, d’altra parte, al minore, l’adeguato supporto psicologico». E aggiunge: «I minori detenuti costituiscono all’interno del sistema di giustizia penale italiano una minoranza. Tuttavia, proprio perché “minoranza” necessitano di grande attenzione e tutela in questo particolare periodo. La continuità di tutte le forme di sostegno, solidarietà ed accoglienza, quali accesso alle politiche giovanili, al sistema scolastico, all’avviamento al lavoro e alla professionalità deve essere garantita con strumenti tecnici idonei ed adeguati ad evitare qualsiasi forma di esposizione al contagio». Di importanza primaria anche la tutela dei figli portatori di gravi disabilità di madri detenute. «Come ha affermato il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, in queste situazioni è necessario – continua Trotta – prevedere opzioni diverse dal carcere, ad esempio la detenzione domiciliare, anche ricorrendo alla modalità del braccialetto elettronico».Ampio spazio è dedicato alla tutela del personale amministrativo e di polizia penitenziaria, sottolineando l’importanza della dotazione di dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherine), nonchè del rispetto del distanziamento sociale e di tutte quelle misure precauzionali volte a scongiurare il rischio focolaio nelle carceri italiane, ancora sovraffollate nonostante le condanne della Corte di Strasburgo.
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