

di Giovanna Naddeo
Anche in piena pandemia, continua battere forte il cuore del “mondo Pro Loco”. Da più angoli della provincia di Salerno si registrano contributi e attività di solidarietà messe in campo in collaborazione con le amministrazioni comunali e la Protezione Civile. Un impegno quotidiano, quelle delle Pro Loco, dalla costiera amalfitana alla cilentana, passando per i borghi dell’entroterra, eppure lontano dai riflettori, volto, come sempre, alla salute e alla conservazione dei territori e delle comunità di riferimento. «Stiamo vivendo un periodo particolare che obbliga noi tutti a ripensare e riorganizzare la nostra vita, presente e futura – afferma Mario De Iuliis, presidente del comitato provinciale “Unpli” Salerno – Le Pro Loco che hanno da sempre animato le comunità con impegni densi di attività, adesso cedono il passo ad un blocco quasi totale che impedisce al nostro mondo di continuare a dare il proprio contributo ai territori. È un colpo micidiale al turismo che in questi mesi è al tracollo, un volano che assicurava fino a pochi mesi fa, specialmente sulle fasce costiere, ampia occupazione in attività alberghiere, extra-alberghiere e servizi collaterali al movimento turistico». Una missione, quella delle Pro Loco, declinata nella valorizzazione dei prodotti tipici e delle bellezze paesaggistiche, nell’organizzazione di manifestazioni in ambito turistico culturale, storico, ambientale, gastronomico, al tempo stesso fonte di importanti entrate economiche per le comunità locali. Già lo scorso 5 marzo, infatti, l’Unpli aveva inviato un appello al ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, chiedendo l’istituzione di un fondo di solidarietà per sostenere le Pro Loco a seguito delle ripercussioni della cancellazione di sagre e spettacoli dal vivo. «Come tanti italiani – prosegue De Iuliis – facciamo ricorso a strumenti tecnologici che ci consentono incontri a distanza in attesa che il tutto si possa rimettere in moto al più presto. La sospensione delle tantissime attività in ambito culturale, gastronomico, storico ambientale, nonché di accoglienza – continua il presidente del comitato provinciale – ci obbligheranno in futuro, o quantomeno appena possibile, a ripensare a nuovi modelli organizzativi più innovativi che possano comunque ben migliorare la qualità della vita delle nostre comunità ed ad un diverso approccio ai tantissimi ospiti che abbiamo l’onore di accogliere sulla nostra bella provincia. Questo ci imporrà, a superamento di questa incredibile emergenza che stiamo vivendo per il coronavirus, delle scelte radicali in termini di vita sociale e di riavvio economico del nostro Paese. Come Pro Loco siamo pronti a fare la nostra parte».
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