

Si allunga l'elenco di discipline sportive la cui stagione si ferma anzitempo. La Pallavolo è solo l'ultima in ordine di tempo, seguendo Rugby, Basket, Pallamano ed i principali eventi di Tennis, Ciclismo, Atletica, le fasi finali degli sport invernali e la partenza di quelli motoristici di prima fascia. Chi resta in sospeso, in attesa del suo destino, è la Pallanuoto: l'unica disciplina che da questa tragedia può trarre, nel suo piccolo, beneficio. Un ritorno al passato per fare un salto in avanti verso il futuro, tornando a splendere nella sua dimensione naturale, quella estiva. Ospite della settima puntata del nostro Speciale nazionale, la giovane e talentuosa atleta dello Sporting Club Flegreo, Federica Martucci.
"La passione per la Pallanuoto l’ho coltivata con il tempo. Ho iniziato con il nuoto ma quando mi allenavo e vedevo dall’altra parte della vasca la squadra di Pallanuoto fare lo stesso, provavo molta invidia, così ho deciso di provare e non ho mai più smesso - esordisce ai nostri microfoni - Lo sport è emozione, e condividere un’emozione con le tue compagne di squadra è sicuramente più bello che condividerlo da sola".
Un'emozione che per quanto concerne l'attuale stagione è durata fin troppo poco: "È assurdo anche perché è successo tutto all’improvviso, non è per niente facile, soprattutto per chi come noi vive di Pallanuoto e passa almeno 4/5 ore al giorno in piscina - prosegue l'ex Acquachiara - La mancanza si sente, ma al momento bisogna farsi forza e capire che c’è in ballo la salute di miliardi di persone, dunque bisogna rimanere a casa e sperare che passi in fretta. Personalmente non ho pensato neanche un secondo a fermarmi, per quel che posso cerco di tenermi ogni giorno in allenamento e con alcune mie compagne di squadra seguiamo in streaming su YouTube gli allenamenti del Settebello, sperando di poter tornare in vasca quanto prima. Non avrei mai immaginato di poter dire “non vedo l’ora di nuotare".
La riflessione si sposta poi sull'attualità nazionale: "A malincuore, perché è sempre un’emozione per noi appassionati vedere la nostra Italia rappresentare quest’evento così importante, dico di essere d’accordo con il rinvio delle Olimpiadi. Siamo davanti ad una pandemia, quindi bisogna agire con cautela e attenzione. Non sappiamo quando e come finirà tutto ciò, quindi per il momento la cosa più importante è preservare la salute. Purtroppo la prima parte di campionato fin ora disputata non è andata come speravamo. Rispetto all’anno scorso abbiamo perso elementi importanti e siamo una squadra molto giovane ma con tanta voglia di fare, sono sicura che quando tutto sarà finito la voglia di riscattarci sarà al di sopra di tutto".
Ed inevitabilmente sull'argomento che tiene banco ormai da giorni nel mondo Waterpolo: "Se dovessi parlare con il cuore direi che al momento non desidererei altro se non continuare il campionato in estate. Ovviamente ci devono essere le condizioni, ci sono sicuramente dei pro e dei conto. Tra i punti a favore terminare la stagione e giocare in estate all'aperto potrebbe essere un ritorno alla normalità e la “novità” di giocare all’aperto potrebbe avvicinare più persone a questo sport (troppo sottovalutato per quel che in realtà vale). Tra i contro che può essere un campionato falsato sia per le condizioni fisiche di noi atleti dopo questo lungo periodo di stop, sia perché le società in questo momento si trovano in grande difficoltà, oltre a non essere garantita la presenza degli stranieri che può incidere molto nelle squadre".
Riavvolgendo il nastro: "L’anno scorso è stato il mio primo anno allo Sporting Club Flegreo, squadra che mi ha accolta a braccia aperte e dove mi sono integrata da subito. Insieme abbiamo raggiunto i play-off per la promozione in A1 ed era la prima volta per la società. È stata una bella emozione soprattutto perché è stato un campionato tutto in salita ed ogni partita era come una finale, ma allo stesso tempo posso considerarlo anche un rimpianto per non aver raggiunto l’obiettivo sperato, un po’ per inesperienza e un po’ perché un elemento fondamentale per la squadra si è infortunato prima della Gara1. Ma lo ricorderò comunque come un anno fantastico e ricco di emozioni".
In conclusione: "Tutto ciò che spero in questo momento è di tornare a respirare cloro quanto prima - la chiosa di Federica - Per il resto penso che il sogno di ogni atleta sia quello di migliorarsi giorno per giorno, ed è quello che continuerò a fare finché braccia e gambe me lo permetteranno. La passione per la pallanuoto è troppo forte, non svanirà mai".
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