

di Erika Noschese
Mascherine con stampante 3D: è l’iniziativa lanciata dalla Start up del giovane salernitano Riccardo Fasulo, Digital Ocean che ha scelto di scendere in campo per un aiuto concreto nell’emergenza Covid-19. Nasce così l’idea di realizzare mascherine mascherine. Ma non quelle classiche realizzate con stampante 3D in grado di proteggere dal Coronavirus chi le indossa grazie alla barriere che si crea. «L’idea nasce perchè ci siamo ritrovati a voler contribuire alla causa; ci siamo detti “perchè non provare a rimboccarci le maniche in qualche modo” e con la società Digital Ocean Srl abbiamo una serie di servizi di consulenza informatica», ha spiegato il salernitano Riccardo Fasulo. «Avevamo già avviato, senza grandi pretese all’inizio perchè stavamo testando la stampa 3D da circa un anno partito con il servizio di Stampafacile3d.it e con un amico medico, Dario Colasante e con Federico, mio fratello, fotografo di professione che sta collaborando con noi a 360 per tirar fuori il meglio, abbiamo pensato di realizzare mascherine. Così, abbiamo provato a stamparle con la tecnologia a disposizione e dare un prodotto fisico, oltre al nostro apporto nel digitale», ha poi aggiunto il numero uno di Digital Ocean. Dopo tante notti in bianco, ore di lavoro, impegno e buona volontà è stato tirato fuori un primo prototipo. «La stampa 3D si differenzia con varie tecnologie nello specifico. Noi utilizziamo quella più semplice, la fdm: la plastica viene depositata su tanti strati e la stampante deposita materiale plastico», ha poi aggiunto l’ideatore dell’iniziativa, spiegando che è stato utilizzato materiale non rigido proprio per modellare la struttura e renderla una mascherina. Ma attenzione, non è un Dpi tradizionale e certificato. «Questo è un dispositivo personale di protezione che sfrutta il principio della barriera perchè c’è un filtro davanti la bocca e il naso che copre tutta la parte che potrebbe essere esposta. Di conseguenza, fa effetto barriera e il virus non riesce a penetrare. Non è certificato e non lo chiamerò dispositivo di sicurezza a norma perchè non abbiamo fatto l’iter per la certificazione ma solo il brevetto», ha spiegato Fasulo che - con suo fratello Federico - ha lanciato una raccolta fondi su Eppela, una piattaforma nazionale che si occupa di crowdfunding.
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