

Dopo ponderata riflessione ritengo di dover prendere la sofferta decisione di chiudere l’accesso alle chiese della nostra diocesi anche se siamo nella settimana santa che ci porta alla Pasqua. Ciò per evitare qualsiasi ulteriore possibilità di contagio, in quanto sarebbe impossibile la sanificazione continua e permanente degli ambienti, e anche per dare un segnale forte, pur se doloroso, a tutte le persone, affinché rispettino strettamente le limitazioni imposte dall’autorità per il bene comune». Lo scrive l’arcivescovo Andrea Bellandi in una lettera rivolta a sacerdoti, diaconi, religiosi e a tutti i fedeli di Salerno-Campagna-Acerno.La decisione, avrà validità fino almeno al 14 aprile con la sospensione totale delle celebrazioni. Fino ad allora i sacerdoti, «uniti a tutta la comunità, sapranno trovare le modalità più diverse per accompagnare tutti i fedeli a vivere nella fede, nella preghiera e spiritualmente uniti questo momento di prova. Questa decisione verrà favorevoli e contrari. L’unico obbligo di tutti noi è di pregare per scacciare via questa dolorosa pandemia.
Il vescovo della diocesi Nocera Inferiore-Sarno Giuseppe Giudice ha, invece, disposto dal 3 aprile l’apertura delle chiese per consentire la preghiera personale. Giudice ha chiesto a parroci e superiori – di attenersi scrupolosamente a tutte le norme emanate. Le altre espressioni e manifestazioni vengono invece abolite. Ma la decisione di tenere le chiese aperte ha suscitato dubbi nella comunità per paura che possano esserci potenziali assembramenti. Nella nota, diffusa dal Vescovado, comunque, si legge: “I fedeli che vorranno accostarsi alla Comunione in tutto il tempo pasquale – da Pasqua a Pentecoste – fino a quando rimarranno in vigore le restrizioni concernenti le celebrazioni con il popolo, potranno farlo solo in modo privato. I sacerdoti si rendano disponibili facendo attenzione al rispetto delle normative sanitarie in vigore e evitando che si formino raggruppamenti. Si ricordi peraltro a tutti i fedeli – secondo le indicazioni della Penitenziaria Apostolica – che, particolarmente in questa situazione di emergenza, ciascuno può rivolgersi nell’intimo della propria coscienza a Dio con un atto di pieno pentimento, da cui scaturisce il perdono dei peccati commessi, purché al tempo stesso ci si impegni a confessare i peccati non appena sarà possibile accedere alla confessione individuale“.
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