

Tra le attività sportive maggiormente penalizzate sotto tutti i punti di vista c'è senza ombra di dubbio la Pallanuoto, depauperata come Settebello e probabilmente (la qualificazione era ancora da conquistare) Setterosa delle Olimpiadi almeno per il 2020. Nella quarta puntata del nostro Speciale a livello nazionale, abbiamo ascoltato il parere del talento in erba Luna Di Claudio, pescarese d'origine ma ormai romana d'adozione a tutti gli effetti.
"E' stata sicuramente una stagione particolare, siamo (eravamo per lo meno) in un anno olimpico quindi abbiamo avuto tante pause difficili da gestire considerando l’assenza di numerose giocatrici nella nostra società (contentissima per loro chiaramente) e a portare avanti la squadra siamo rimaste in poche, ma ottime - spiega la duttile difensore della Lifebrain SIS Roma - Abbiamo avuto un inizio pieno di impegni, ottobre e novembre sono stati mesi in cui abbiamo fronteggiato il campionato italiano, il campionato europeo e la Coppa Italia che si è conclusa i primi giorni di dicembre con un terzo posto. Sin qui posso ritenermi molto soddisfatta, ho giocato per la prima volta una competizione europea a 22 anni ed è stata un’emozione indescrivibile, qualunque sia stato l’esito. C’è un po’ di rammarico per la Coppa Italia ma in fin dei conti sin dal primo giorno di allenamento con il nostro allenatore abbiamo delineato quelli che sarebbero i nostri obiettivi, quelli in cui continuiamo a credere nonostante la pausa".
La palla passa poi, inevitabilmente, all'attualità: "La situazione che vede tutti noi coinvolti ad oggi é veramente difficile ma soprattutto surreale, ho veramente fatto fatica inizialmente ad accettare che le cose stessero andando così negativamente ma purtroppo bisogna fronteggiare la realtà. Non ho paura per il mio gruppo perché onestamente abbiamo costruito un tipo di legame che non verrà meno in questo periodo, non sarà di certo la “lontananza” a distruggerlo - aggiunge Luna - Ciò che mi preoccupa di più chiaramente è la possibilità di non concludere la stagione, di non dare un risultato a tutto il buon lavoro svolto perché sarebbe veramente un dolore fisico e psicologico che solo gli atleti agonisti possono capire. Oltre ovviamente a quella che è la situazione economica che penso quasi tutte le società si trovano ad affrontare, per niente facile avendo costi fissi da mantenere. La mia speranza è che questo periodo passi in fretta, che arrivino presto notizie certe sull’organizzazione della restante parte di stagione e su come ultimarla ma che soprattutto si vada incontro alle società in un modo o nell’altro per evitare che sprofondino, magari con dei piccoli sussidi che possano far ripartire tutto il movimento".
Il sogno azzurro: "Personalmente sono molto felice di quello che è stato il risultato raggiunto la scorsa estate con il Setterosa in salsa universitaria. Le Universiadi sono una competizione che ti da veramente modo di vivere un evento sportivo di grandi dimensioni da giovanissimi, vedendo la partecipazione solo di atleti universitari naturalmente nei limiti legati all'età. A guidarci è stata Martina Miceli, un’ottima allenatrice che in un poco tempo è riuscita a trasmetterci la sua grinta e la sua voglia di vincere. La sconfitta con l'Ungheria resta l'unico rammarico ma in ogni caso è stata una bellissima esperienza, mi auguro foriera di nuove opportunità nel futuro prossimo".
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