

"Mi vergogno di essere un imprenditore italiano": è lo slogan lanciato dai gestori dei locali e gli altri esercenti commerciali salernitani e di tutta la Campania, attraverso l'Associazione Commercianti per Salerno. "I provvedimenti risultano irrisori, ci costringono a tenere chiusi i battenti e le bollette arrivano anche se i soldi non girano - hanno sottolineato i portavoce dell'Assocazione - I 25 miliardi che hanno mosso possono rappresentare l'inizio di una cura, possono essere un cerotto provvisorio, ma non possono essere risolutivi del problema". Il dissenso social dell'ACS si è allargato a macchia d'olio all'intera Campania dove ormai quotidianamente viene rincarata la dose di disagio e disapprovazione da parte degli imprenditori che già nei giorni scorsi si erano mobilitati chiedendo alla Regione di sospendere le tasse.
“Visto il propagarsi e l’accentuarsi della situazione anche nei nostri territori – scriveva l’Associazione Commercianti Salerno – si chiede con ogni urgenza di porre in essere delle proposte che mirino ad azioni di contrasto per riequilibrare tale situazione anche in riguardo alla nostra regione“. E’ stato dunque chiesto di sospendere le imposte e tasse nazionali, regionali e comunali, gli adempimenti, i pagamenti delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere con riferimento alle utenze di energia, acqua, gas e rifiuti, il pagamento di fitti per aziende e famiglie, di mutui ed altre forme di indebitamento bancario, di rateizzazioni con Agenzia delle entrate e riscossione, ma anche di fornire sussidi diretti ai dipendenti e ai datori di lavoro e, al fine di permettere liquidità, avviare tavoli con le Banche per concedere mutui a tasso zero".
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