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Vincenzo di Pasquale: “La neonata VDP 5 vuole crescere e raddoppiare gli iscritti. Affiliazioni? No ai paletti, si alla metodologia”

11/02/2020

Dopo un trascorso nelle giovanili della Salernitana e da Direttore Tecnico di alcune scuole calcio Vincenzo Di Pasquale si è messo in proprio. Nell’estate del 2019, infatti, ecco venire alla luce il progetto VDP 5 Academy. La scuola calcio ha come sede degli allenamenti il "De Gasperi" a Pastena. Ecco le parole del 48enne salernitano in un'intervista esclusiva ai nostri microfoni:

Quando e come è nata l’idea della scuola calcio VDP 5 Academy? L’idea era già in testa da tempo. Io sono un allenatore professionista, ho allenato anche in altre società ma quest’anno su input di mia moglie di creare qualcosa di mio. Così è nata l’idea di questa scuola calcio a Salerno che per ora dopo circa 6 mesi vanta 43 iscritti.

Quali sono le categorie di ragazzi che ha la VDP 5? Per il momento ci sono primi calci, pulcini e la squadra U15 provinciale (composta da 2005, 2006 e 2007). Quest’ultimo è un gruppo misto, creato, essendo il primo anno, sotto richiesta di alcuni genitori di creare tale gruppo. Ci siamo dedicati a questa avventura anche se la mia idea iniziale era solo di proporre l’attività base alle categorie più piccole (dagli esordienti ai piccoli amici). Con la squadra U15 stiamo disputando il campionato provinciale FIGC.

Come nasce l’idea di questo logo? Una mia idea. Il 5 era il numero di quando giocavo e poi VDP sono le iniziali del mio nome e cognome (Vincenzo Di Pasquale ndr). Il logo nasce perché lo scorso anno produssi anche delle t-shirt, solo col marchio VDP 5. 

C’è o ci sarà la possibilità di qualche convenzione con qualche società professionista a “supportare” il vostro operato? Ora noi siamo associati con la Viesse Sport di Stefano Cirillo di Torre Annunziata che fa parte del gruppo Raiola. Siamo associati a questa scuola calcio perché mio figlio 2007 gioca lì. Non voglio legarmi a società professionistiche perché pongono dei vincoli e paletti che ti legano mani e piedi. L'ho fatto 3 anni fa alla Millennium portando la Sampdoria. Quest'anno ho avuto la proposta della Lazio ma ho preferito associarmi alla scuola calcio di Stefano, fatta di professionisti seri e gente educata che può darti anche visibilità. L'affiliazione è solo per far girare il marchio e per scopi di lucro e non come la intendo io cioè per far crescere la nostra scuola calcio.

Cosa può dire di aver raccolto dalle esperienze passate che la sta aiutando nel presente? Ho giocato a calcio fin dall'età di 9 anni, perciò si può dire che sono in questo mondo da circa 40 anni. Ho ricoperto un po' tutti i ruoli (giocatore, allenatore, attività manageriale…) e il mio bagaglio è già pieno anche se non si finisce mai di imparare. Lo scorso anno l'esperienza come direttore tecnico di una scuola calcio di Napoli (ASD San Giorgio 1926) Con trecento bambini e 18 gruppi è stato un qualcosa di stressante ma estremamente formativo. Nel napoletano è tutto amplificato. Recarsi 6 giorni su 7 a San Giorgio a Cremano è stato impegnativo ma ne è valsa la pena. Ho conosciuto persone che riconoscono il merito, la preparazione e la bravura, rispetto al mondo delle scuole calcio nel Salernitano dove prevale l'invidia e si tende a sminuire le altre scuole calcio per paura di perdere i ragazzi. Io faccio parlare il campo, la metodologia, la professionalità e l'organizzazione. Ci sarà, poi, inevitabilmente il ragazzo scontento che vuole magari giocare di più ma essendo chiari dall'inizio coi genitori non ci dovrebbero essere problemi. È fisiologico perdere qualcuno a fine anno così come trovarne di nuovi l'anno dopo. In questo "mercato", però, ci stiamo trovando bene: abbiamo per esempio trovato il maestro della tecnica e possiamo dire di aver avuto finora le nostre soddisfazioni. 

Qual’è l'idea per il prossimo anno? L'auspicio è raddoppiare gli iscritti (nel primo anno sono stati 43). Il progetto tecnico è importante, avendo già trovato ragazzi del 2012 e 2013, due gruppi in prospettiva, che rappresentano il futuro. Continuare il progetto e anche in estate allargare l'orizzonte oltre i semplici open day. Il progetto è importante: bisogna solo aver la forza di portarlo avanti.

 

Emanuele Landi - Sport - - Vai alla Home

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