

Coda polemica al termine di due scontri fondamentali in vetta e in coda nel girone D di Promozione.
Si parte sabato pomeriggio quando l'Herajon chiede l'intervento delle forze dell'ordine per poter lasciare gli spogliatoi del "Superga". "I dirigenti accompagnatori dovrebbero calmare e tenere tranquilli allenatori e calciatori non andare sulle panchine avverse, minacciare e fare casino, aizzando e alzando la tensione - la versione dei gialloverdi protagonisti di Stelle del Calcio e del presidente Tolomeo - Mi dispiace per l'infortunio di un calciatore della Sanseverinese, avvenuto fortuitamente e senza scontro. A San Severino si ricordino che mai abbiamo fatto casino su nessun campo, è inutile giustificarsi scaricando la colpa su di noi. Questo non è Calcio, noi lavoriamo per il futuro, gli altri, il prossimo anno devono ripartire da 0. Ma è una scelta, noi scegliamo il calcio, altri la rissa. La federazione non può più far passare tutti da impuniti".
La Sanseverinese affida ad una lettera redatta dal prof. Emilio Pesce e pubblicata sulla propria pagina Facebook la sua versione del turbolento pomeriggio: "Un calciatore in ospedale al SAN LEONARDO di Salerno per un intervento diretto sulla caviglia con l’intenzione di rompere tibia e perone con tanto di mancamento dei sensi. Un calciatore è stato costretto ad uscire dal campo a causa di una ginocchiata diretta sulla coscia con tanto di lacrime sul viso. Un calciatore entrato nel secondo tempo del 2003 subisce in modo antisportivo falli e gomitate come se fossero caramelle che piovevano dal cielo. Fare l’arbitro è un mestiere difficile lo sappiamo tutti.
E’ l’unico individuo in campo al quale un errore non viene mai perdonato. Gli attaccanti possono sbagliare gol a porta vuota, i difensori possono sbagliare l’intervento, i portieri possono fare papere clamorose e l’allenatore può sbagliare la formazione,ma i loro errori non finiscono quasi mai sotto la lente di ingrandimento.
Noi ogni fine allenamento e partita ci poniamo questa domanda: POTEVAMO FARE DI MEGLIO? DOVE ABBIAMO SBAGLIATO? Voi arbitri invece? La partita che si è svolta oggi allo stadio Comunale SUPERGA di Mercato San Severino tra ASD Sanseverinese e Audax Herajon 1956 diretta dall’arbitro Francesco De Sio che sul suo profilo Facebook mette in evidenza la foto profilo con scritto “ Red Card” ( guarda caso oggi due espulsi) con appena 10 presenze nella categoria e dagli assistenti Lorenzo Martello e Maria Vittoria Ievolella non è stata una partita di calcio all’insegna dello sport e del fair play ma una vera e propria caccia all’uomo. Sono più di 10 anni che non siamo sul tetto del mondo con la nazionale italiana e alle ultime qualificazioni siamo stati addirittura esclusi,senza dire come siamo visti in ambito politico e culturale in Europa. Ma ci siamo domandati PERCHÈ ? Vi ricordo CHE LO SPORT SERVE LA SOCIETÀ FORNENDO VIVIDI ESEMPI DI ECCELLENZA e prima di indossare quel maledetto abito che ogni domenica ci fa soffrire, gioire,lottare per l’obiettivo stagionale prefissato con tanto di sacrifici economici e tempo tolto alla famiglia, bisogna essere prima UOMINI e poi EDUCATORI".
La palla passa poi al big match della domenica. “Dopo quanto avvenuto al termine della gara tra Calpazio e Virtus Cilento mi sento di dover esprimere un giudizio personale - la dichiarazione del massimo dirigente virtussino Carmelo Infante - Mi sento indignato per quanto accaduto al triplice fischio, un episodio che mi ha profondamente toccato tanto da sentirmi in obbligo di intervenire in prima persona. Dopo il fischio finale e il successivo accendersi degli animi qualche sostenitore di casa ha preferito inveire su qualche ragazzino al nostro seguito. Parliamo di ragazzini forse nemmeno maggiorenni colpi da sputi e offese davvero pesanti, a quel punto, forse sbagliando, mi sono sentito in dovere di difendere la nostra gente e sono stato, personalmente, colpito con una bottiglietta. Un ulteriore gesto che stigmatizzo fermamente. Il calcio non deve essere questo e inoltre c’è un doppio rammarico anche perché in campo le due squadre hanno dato vita a una partita molto bella e soprattutto molto corretta. Un orgoglio per entrambe le società. I nostri dirigenti mi hanno per giunta riferito di essere stati accolti molto bene nel pre-partita e di questo ringrazio pubblicamente la Calpazio. Le nostre due squadre, da sempre in cordiali rapporti, sono un orgoglio per tutto il nostro territorio e spero che le mie parole non vengano prese sul personale dalla dirigenza della Calpazio ma purtroppo quanto accaduto è una brutta macchia in un bellissimo pomeriggio di sport”.
"Non è assolutamente veritiero quanto descritto dal presidente - informano fonti vicine alla società Calpazio - I dirigenti sono tenuti a mantenere la calma e facilitare il regolare svolgimento della competizione sportiva dentro e fuori dal campo, non provocando giovanissimi tifosi in maniera tra l'altro maleducata e omettendo la vigilanza sui propri sostenitori. La Calpazio è stata ospitale e signorile come lo è del resto con ogni società ospitata".
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