

Il calcio come la vita è una ruota che gira. In novanta minuti o in due anni ma comunque gira. Lo sanno bene gli artefici della storica doppietta della Polisportiva Baronissi che dopo la Coppa Campania porta a casa anche la promozione in Prima Categoria, ad un anno di distanza dalla beffarda sconfitta ai play-out con la Pro Sangiorgese. Un cammino regolare, inframezzato da qualche episodio sfortunato che ha privato i biancazzurri della possibilità di accedere alla categoria superiore direttamente (a spuntarla con appena un punto di differenza lo Stabia Friends) ma che nei momenti topici ha fruttato eccome. La ciliegina sulla torta all'impresa tricolore di Montemiletto arriva direttamente davanti agli oltre 300 sostenitori che hanno assiepato le gradinate del "Figliolia" nella finale play-off.
"Sarà un'annata da ricordare - ha spiegato al termine del match con l'F3 mister Avellino - Per la prima volta in provincia di Salerno una squadra di Seconda riesce ad aggiudicarsi nell'arco di due mesi prima la Coppa e poi il campionato. Non mi è mai piaciuto fare proclami ma dimostrare con i fatti: questo gruppo spettacolare ci è riuscito grazie al lavoro certosino iniziato sin dall'estate scorsa e proseguito settimana dopo settimana con abnegazione e tanta voglia di riprendersi quello che ci era stato tolto. La pazienza, l'impegno hanno ripagato i nostri sacrifici: il mio grazie va alla società, al ds che mi hanno sopportato e supportato. Il successo è del collettivo. Abbiamo gettato le basi per proseguire nel tempo un discorso lungimirante per il calcio a Baronissi: dalla scuola calcio alla prima squadra, con tanto senso di appartenenza al territorio".
"Abbiamo concluso nel migliore dei modi una stagione spettacolare - rincara la dose Davide Cretella - Il merito è di questo gruppo spettacolare di cui sono onorato di farne parte. Dopo la retrocessione dell'anno scorso abbiamo deciso di ripartire e di riconquistare ciò che avevamo perso ingiustamente. Il merito di questi successi è di tutti, di chi ha sofferto l'anno scorso per la retrocessione e di chi quest'anno ha deciso di ripartire dando carta bianca al mister ed al direttore. Non è da tutti ripartire da un gruppo che l'anno precedente è retrocesso. Ma non finisce qui, la Prima ci aspetta".
"Abbiamo fatto ambo - esclama il ds Roberto De Chiara - Ringrazio il presidente Tony Siniscalco (con lui Antonio Tedeschi, il prof. Gaetano Caparrotti, il magazziniere Giorgio, la segreteria con Elisabetta e Teresa De Chiara) per avermi dato carta bianca e fiducia dopo le due amare retrocessioni. Il merito principale è dei miei ragazzi, dal primo all'ultimo, uomini prima di essere calciatori i quali con il grande lavoro di mister Avellino, ribadisco sempre un lusso per la categoria, hanno creato un grande gruppo. Ancora meglio una famiglia, cosa che non poteva che essere vincente. Fidatevi del ds".
Adesso tutti salgono sul carro dei vincitori ma solo chi ha vissuto all'interno le dinamiche di questo mondo può capire cosa si prova al termine di giornate come questa. Ci ha messo l'anima, il cuore, il carattere anche quando lacinato dal dolore. Il trionfo reca indelebile anche il volto di capitan Alessio De Santis: "Questa vittoria ci ripaga di tanti rospi ingoiati nell'ultimo biennio, ci siamo tolti davvero dei sassolini dalle scarpe. Abbiamo lavorato in silenzio, siamo ripartiti nell'indifferenza generale, abbiamo saputo incassare i colpi, abbiamo saputo trasformare tutto questo in energia positiva: quando non ci arrivavamo con le gambe, ci siamo arrivati con i polmoni e con il cervello. Ora ci godiamo questo successo e poi ripartiamo per riprenderci le altre rivincite che ci spettano".
I PROTAGONISTI: Andrea Iannone, Gianmarco Scannapieco (P), Thomas Landi, Paolo Rago, Carmine Mencherini, Nello Picariello, Luigi Capezzuto, Gerardo Gallo, Alessio De Santis, Giovanni Coppola, Ciro Esposito, Simone Petrone, Davide Cretella, Andrea Bonanno, Federico Landi, Alessandro Santoro, Alfonso Pecoraro, Danilo Ansalone, Dario Sica, Nunzio Galdieri, Gerardo Del Pizzo, Mario Avallone, Vincenzo Apicella, Simone Apicella, Ciro Alfieri, Francesco Di Maio.
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