

di Vittorio Cuccurullo
Ci sono pagine di storia dello sport che rimangono indelebili. E' il caso di Ciccio Pecoraro e delle sue gesta sia umane che calcistiche, impresse nei personaggi che hanno avuto la fortuna di incontrarlo sulla loro strada. Il nocerino è stato, senza ombra di dubbio, una delle figure più importanti della storia del calcio salernitano, prima come centravanti (anche con la Nocerina in Serie B), poi come allenatore in tantissime compagini della provincia. Proprio in occasione dei dieci anni dalla sua tragica scomparsa, uno dei sodalizi a cui teneva di più, l'Altetico Irno, ha organizzato una cena commemorativa in suo onore. Nella serata di Venerdi, ospiti dello storico presidente Massimo Rocco, hanno partecipato molti degli elementi ai quali l'allenatore molosso era più legato, alcuni dei quali sono ancora eccellenti protagonisti del dilettantismo salernitano. Su tutti il bomber Fabio D'Antonio, le cui incredibili marcature con l'Angri in Promozione fanno il giro del web, e l'allenatore della Pro Sangiorgese Antonio Cuccurullo, alla sua prima avventura in panchina. Presenti anche il carismatico direttore Pasquale Roma, il mister Giuseppe Imperato e la maggior parte di quella rosa che nel 2010/2011 trionfò nel campionato di Prima Categoria, dedicando quella vittoria proprio al compianto Pecoraro.
«Sono passati tanti anni dalla sua scomparsa, -commenta il patron Massimo Rocco- ma la mia sensazione è che Ciccio non ci abbia mai lasciato. Più di una semplice collaborazione tra presidente e allenatore, il nostro era un rapporto fraterno. Inoltre Pecoraro per questi calciatori era come un secondo padre. Stando insieme questa sera, si avverte forte il legame affettivo che accomuna tutti noi. Gli episodi e gli aneddoti raccontati ne sono la prova lampante. Ciccio non è più presente fisicamente, ma il suo ricordo risiede costantemente in ognuno dei presenti ed è il collante per il rapporto di stima che ci tiene uniti, -conclude Rocco- nonostante siano passati parecchi anni dalla frequentazione sportiva. Questo è il calcio buono che Ciccio Pecoraro ci ha insegnato e noi cercheremo di non dimenticarlo mai».
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