

di Alfredo Boccia *
Ci eravamo tanto amati… Che succede nel calcio dilettantistico salernitano e della Campania?
Aggressioni denunciate dai direttori di gara ma contestate dai dirigenti, giudici sportivi additati per due pesi e due misure nell’irrogare o meno sanzioni, un osservatore arbitrale, ossia colui chiamato a giudicare l’operato del “fischietto” designato, radiato dal ruolo oltre che a processo per insane attenzioni negli spogliatoi, società che lamentano costi non sopportabili sia per l’iscrizione ai vari campionati che in merito al tesseramento degli atleti, Comitato regionale Figc al secondo commissariamento in un biennio e con il segretario in carica che risulterebbe coinvolto in vicende extra sportive oltre ad un turnover di incarichi che sarebbe frutto-dettato di atti assolutamente in contrasto con i valori dello sport.
Poi le consuete spine di strutture spesso fatiscenti nonostante i costi di utilizzo esosi, settore giovanile in cui continuano a lievitare le rette per la frequenza di scuole calcio uniche, in realtà, a segnare incrementi di iscritti come il novero di procuratori che corteggiano i familiari dei baby calciatori promettendo di tutto e di più, controlli per la salute discontinui, confronto tra le varie componenti (dirigenti, allenatori, calciatori, arbitri e naturalmente sia istituzioni sportive, federali, civili e militari) al lumicino tranne che per cause di forza maggiore ossia incidenti.
In uno scenario caratterizzato da un progressivo spopolamento a danno dell’intero movimento calcistico: solo un ricordo le centinaia e centinaia di persone che seguivano le partite non solo delle massime categorie regionali. Ora la media dei presenti in ogni gara disputata sfiora a malapena le duecento unità in Eccellenza e Promozione, considerati i campionati regionali fiore all’occhiello, e crolla vorticosamente - fatte le debite eccezioni come ad esempio a Salerno e in provincia a Santa Maria di Castellabate, Angri e San Marzano - anche a 10 e 50.
Un flop che dovrebbe far meditare sul futuro piuttosto che innescare ritorni di fiamma capaci fino ad ora di rinfocolarecontrasti continui che, il risultato è sotto gli occhi di tutti, finiscono con lo sgonfiare ulteriormente il pallone.
Crisi di governance, anche. E dettata pure da equilibri federali evidentemente venuti meno e che in queste ore fanno rimbalzare la palla di intese fino ad ora ritenute improbabili come tra Enzo Pastore , deus ex machina di quella che lungo lo Stivale dell’Italia pallonara era definita Campania Felix e poi uscito di scena forzatamente con appunti fin qui senza prove tangibili ma squalifiche in ambito sportivo pati- te, e Salvatore Gagliano , succedutogli alla presidenza del Comitato Figc Campania fino alle scorse settimane quando ha dovuto cedere il passo ad un nuovo commissariamento dopo quello di CosimoSibilia , attuale vice presidente vicario della Figc oltre che alla guida della Lega Nazionale Dilettanti, al termine di contrasti proprio con i fedelissimi dell’anche parlamentare irpino.
Istituzioni, nomi e cariche di una partita infinita che non sembra appassionare chi ha volontà di impegnarsi disinteressatamente ed attende il triplice fischio finale per una nuova stagione, veramente sportiva, senza veleni che non hanno di certo favorito la ripartenza tanto sbandierata. Ci eravamo tanto amati…
*editorialista quotidiano "La Città"
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