

Martedì 25 settembre ore 18,30 presso il Caffè Letterario Dandy, Lungomare Marconi, 97 Salerno, l'autrice di "Poche rose, tanti baci" Francesca G. Marone parlerà del suo romanzo con la psicoterapeuta Maria G. De Cola. L’attrice Brunella Caputo leggerà alcuni brani. È possibile partecipare e prendere parte al dialogo che si svilupperà – grazie agli spunti che il libro offre - condividendo emozioni e riflessioni su aspetti fondamentali della nostra esistenza.
L’INCONTRO TRA UN PADRE e UNA FIGLIA, FATTO DI RITORNI AL PASSATO E FERITE MAI SANATE, PER APRIRE UNO SPIRAGLIO DI SPERANZA E DARE UN SENSO ALLA MORTE E ALLE RELAZIONI. “Poche rose, Tanti baci” di Francesca G. Marone, edito Castelvecchi Racconta la vicenda interiore di una donna nel momento della malattia e poi della morte del padre e mostra come le incomprensioni, così dolorose, che spesso si generano proprio nelle relazioni d'amore, in famiglia, possono sciogliersi con dolcezza e diventare poesia. I sentimenti e il vissuto cambiano tonalità. Il commiato è sempre una sede di bilancio, soprattutto affettivo. Nel caso di questo libro, la contabilizzazione è evocata fin dal titolo: le rose sono poche, i baci tanti. «….quella stessa infanzia, pur facendo parte di un passato che non possiamo cambiare, può essere letta da noi con uno sguardo nuovo». Maria Giulia (la protagonista) «forse ha qualcosa di tutti coloro che dall’abbandono sono stati segnati fortemente, quelli che poi hanno difficoltà ad amare e a lasciarsi amare, quelli che credono che il sangue sia garanzia di conoscenza nei legami fino al momento contrario…» «…questa storia…….l’ho scritta per prima cosa per quella bambina dentro di me, poi per tutte le bambine che hanno camminato zoppicando in cerca di loro stesse. Sperimentando modi per perdonarsi di non essere state capaci di amare chi non le ha amate». «Una storia sull'incapacità di perdonare e la necessità di farlo, per potersi aprire alle diverse possibilità della vita» – Il Mattino. Maria Giulia, una donna separata e con figli, attraversa il percorso della malattia e della morte del padre provando la più profonda incapacità di amare e di perdonare. Scopre, leggendo vecchie lettere l’esistenza di una vita a Praga, e forse di un figlio segreto di suo padre, intraprende un viaggio da Napoli a Praga alla ricerca della verità che lei crede necessaria alla sua evoluzione. Il personaggio centrale della storia è quello del padre, che compare nel ricordo con il segno dell’arroganza che ha contraddistinto la sua giovinezza e maturità, ma colto ora nella sua fragilità di vecchio ammalato; vissuto attraverso il sentimento ambivalente che la figlia nutre verso di lui. Accanto a lei, l’ex marito, i figli, una vicina di casa e un viaggio di scoperta. In un doloroso scandaglio interiore fatto di ritorni al passato e di ferite mai sanate, Maria Giulia indaga nell’estraneità dei sentimenti che l’hanno accompagnata per tutta la vita. Uno spiraglio di speranza, per dare un senso alla morte e alle relazioni, le permetterà di aprirsi a una delle scelte d’amore più coraggiose.
Francesca G. Marone, Sociologa, counselor e mediatrice familiare sistemica, laureata in scienze politiche prima, in Comunicazione pubblica sociale e politica poi- con una tesi sui Mutamenti dei modelli familiari e il materno nella scrittura, vive e lavora a Napoli. Ha pubblicato racconti e poesie in antologie per varie case editrici, fra cui Perrone editore, Nottetempo edizioni e Centoautori. Collabora dal 2008 al blog Letteratitudine di Massimo Maugeri. Dalla rielaborazione del manoscritto “Lui così estraneo” -segnalato al Premio Calvino 27 ed. con la menzione “per un lacerante scandaglio di un’interiorità femminile”- è nato il suo primo romanzo “Poche rose, tanti baci”.
Maria G. De Cola, psicologa e psicoterapeuta a orientamento sistemico-relazionale, è specializzata in psicoterapia individuale, della coppia e della famiglia e in terapie psicocorporee. È iscritta all’Albo degli Psicoterapeuti della Regione Campania. Progettista sociale, ha realizzato numerosi progetti per l’inclusione sociale; collabora con Istituti Scolastici di ogni ordine e grado per migliorare la qualità della vita di alunni, docenti e genitori. Svolge la professione a Salerno e a Mercogliano (Avellino). A Salerno lo studio è in via G. Quaranta, n. 5.
Brunella Caputo, salernitana, è regista, attrice teatrale, autrice di testi teatrali.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.