

La tempesta dopo la quiete. Invertiamo il popolare detto per descrivere in poche parole quanto sta accadendo in queste ore nella Giffoni Valle Piana calcistica. La sconfitta in Coppa Campania, le dimissioni di mister Ferrante e l'addio dell'uomo simbolo degli ultimi anni nonchè fino a domenica scorsa capitano nerazzurro Claudio Sandrigo: "Lascio a malincuore, dopo aver difeso con le unghie e con i denti questa maglia convivendo con infortuni e mettendo più volte a repentaglio le mie condizioni fisiche. Come tutti sanno, a Giffoni speravo di aprire e chiudere un ciclo vincendo, dopo aver onorato la maglia, a differenza di altri, sia nei momenti felici che in quelli bui come lo scorso anno. Ho gettato sempre il cuore oltre l'ostacolo. La questione è semplice: ad inizio anno, dopo aver chiuso ad altre possibilità, ho stipulato con i dirigenti un accordo secondo il quale sarei andato a fare allenamento ogni qualvolta mi fosse possibile ed ogni fine settimana avrei assunto l'onore di capitanare una squadra dal passato glorioso come poche altre. In più con il passare del tempo mi sono sobbarcato questo impegno, senza rinunciare al lavoro, con evidenti problemi fisici: non credo che molti al mio posto l'avrebbero fatto. All'improvviso chi ha preso in mano la gestione del team, ha cambiato le carte in tavola e probabilmente alcuni innesti durante il mercato dicembrino erano da inquadrare come macchinazioni per delegittimare mister Ferrante, un vero uomo. Non c'è stato più rispetto dei ruoli, pensano di poter guidare un club storico come la Giffonese senza aver mai fatto calcio o meglio avendolo fatto solo in seconde squadre di paese tra Seconda e Terza Categoria. Mister Ferrante ha avuto gli attributi a lasciare una creatura che ama, io ho fatto lo stesso".
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