

Il quindicenne Carlo Palmentieri da Eboli alla Nazionale italiana di calcio, in punta di piedi ma con la consueta grinta, messa al servizio della squadra. Ieri pomeriggio a Roma l’esordio come quando da piccolo giocava nello spiazzo davanti all’abitazione dei genitori a Santa Cecilia: con impegno e nel rispetto delle regole nonostante il ruolo di difensore centrale. Come sempre al termine di ogni partita a cui prende parte l’attuale capitano della formazione Giovanissimi del Pescara, ma formatosi alla scuola calcio Belardi di Eboli, era sudata la sua maglia azzurra numero cinque indossata sul terreno di gioco del Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa “Giulio Onesti”. Palmentieri è rimasto in campo per l’intera partita nell’Under 15 guidata dal commissario tecnico Antonio Rocca che nei giorni scorsi non aveva esitato a convocarlo. E durante le selezioni con la partecipazione dei giovani calciatori di Nord, Centro e Sud Italia ecco che Carletto, come affettuosamente lo chiamano tutti, ha ricevuto i complimenti dello staff tecnico azzurro e dei tanti osservatori presenti in rappresentanza di club professionistici. La sua calma nel guidare la retroguardia e il fisico possente hanno impressionato. Ma lui, dall’alto del suo metro e ottanta, non si è scomposto. Continua, così, l’ascesa del talentuoso difensore che lo scorso maggio aveva deciso lui stesso di trasferirsi al Pescara dell’allenatore Zdenek Zeman, il quale nelle passate settimane era stato invitato dai responsabili del settore giovanile a visionarlo, dopo che le sue prestazioni erano state ufficialmente richieste oltre che dal club adriatico anche da Sampdoria, Spal e altre società sia di serie A e B. «Ha iniziato con noi della Scuola Calcio Belardi all’età di sei anni con i Primi calci, fino alla scorsa stagione nei Giovanissimi. L’unica cosa che ci aveva chiesto era scegliere lui la squadra dove andare a giocare ed alla fine ha deciso di indossare la maglia del Pescara - ha spiegato Emanuele Belardi, ex portiere di Juventus e Reggina che si dedica a tempo pieno, come con l’immutata passione di quando calcava i campi della massima serie, alla crescita umana e sportiva dei ragazzi ebolitani con la scuola calcio che quest’anno festeggia i dieci anni di attività - Siamo tanto contenti per lui perché si tratta di un ragazzo perbene, generoso in campo e fuori». Emanuele Belardi, che nei giorni scorsi è stato in contatto con Carlo, ha aggiunto: «Non amo sbilanciarmi, soprattutto quando mi riferisco ai giovani. Ma ho sempre avuto la sensazione che non si sarebbe fermato. Lui ha qualità tecniche ed umane notevoli, può certamente diventare un bravo professionista. Il Pescara investe tanto sui giovani e le strutture a loro dedicate sono all’avanguardia. Tutti noi gli auguriamo il meglio». Convocazione con esordio in azzurro che ha reso orgoglioso lo staff ed i calciatori della Scuola Calcio Belardi che dal profilo facebook hanno espresso tutta la loro gioia. «In bocca al lupo Carletto, meriti i più prestigiosi traguardi. Un forte abbraccio da tutti noi», il messaggio di inequivocabile affetto. Ora il giovane Palmentieri è pronto a tornare a Eboli per riabbracciarli tutti, con il sogno d’indossare presto, di nuovo, l’azzurro della Nazionale.
FONTE: La Città di Salerno/afn
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