

di Antonio Mandia
E' iniziata sabato pomeriggio l'edizione 2017/2018 del campionato regionale di Promozione. Come risaputo le compagini salernitane, ad eccezione della Sanseverinese, sono collocate tutte nel girone D. Prima di passare in rassegna i dati tecnici della prima giornata, vale la pena soffermarsi su altri concetti, probabilmente noti ma mai esplicitati con necessaria convinzione. Diciamoci la verità, il livelllo complessivo negli ultimi anni è sempre più scadente. Certo, i discussi regolamenti delle categorie superiori facilitano l'approdo dei cosiddetti nomi grossi ma è impari il confronto delle annate d'oro ed annesse battaglie tra corazzate del calibro di Giffonese, Sei Casali, Dragonea tanto per rimanere nei dintorni. Gli under vengono proiettati spesso e volentieri da campionati Allievi (se va bene regionali) alla prima squadra senza un passaggio formativo intermedio, visto che la Juniores viene sempre più interpretata erroneamente come percorso finale giovanile o cuscinetto per non scontentare i ragazzi poco utilizzati nelle prime squadre. Chiuso il ciclo da fuori quota, è sempre più alto il numero di promettenti atleti che faticano a trovare squadra addirittura in Prima Categoria, venendo indotti a mollare in favore di altre discipline o di competizioni amatoriali. Chi, invece, rientra nell'età (ora compresa nella fascia '98-2000) si divide in tre categorie: il predestinato (ma ne sono ben pochi, uno degli ultimi ad essersi guadagnato sul campo la D giocando da under in Promozione fu Manuel Marmoro, ora precipitato di nuovo nel calderone del secondo torneo dilettantistico regionale), il non valorizzato (colpevolmente) da settori giovanili professionistici come la Salernitana poco propensa a disperdere energie con i ragazzi validi del posto e lo "sfruttato", messo in campo (spesso fuori ruolo) per esigenze burocratiche e rovinato nella sua crescita. C'è anche da dire che le nuove generazioni sono poco inclini ad imparare, scendono su un terreno di gioco senza conoscere il gergo tecnico di base ed in qualche caso poco aiutati da allenatori che dovrebbero incentivare e potenziare la base da scuola calcio acquisita proiettandola al calcio dei grandi ma che in realtà finiscono per contribuire all'arresto della crescita del ragazzo che non può contare solo su doti naturali. Molta improvvisazione, poca competenza: molte squadre vanno avanti grazie alla professionalità e conoscenze dei preparatori atletici e fisioterapisti che, per la verità, sono preparati e di valore.
Venendo al campo la Polisportiva Santa Maria è destinata a disputare un campionato a parte: ruoli cardine coperti, giusto mix tra lussi per la categoria e giovani mentalizzati ed ambiziosi, un tecnico umile voglioso di emergere a suon di risultati. Nulla ha potuto il Real Sarno che, in ogni caso, si giocherà le sue carte di salvezza con le unghie e con i denti, puntando sugli "scugnizzi" del posto e sull'amalgama del gruppo. Non ha deluso le aspettative, nonostante il risultato ad occhiali, il match tra Campagna ed Angri. Due buone squadre che per raggiungere l'Eccellenza dovranno comunque lavorare tanto e tenere sulla corda giocatori di rango. La grande attesa per il derby tra Salernum Baronissi e Centro Storico Salerno (foto Stefania Bisogno) è stata ripagata a livello mediatico e da un buon numero di pubblico che ha però assistito ad un confronto privo di grossi contenuti tecnici: gli irnini vantano under con passo superiore rispetto agli altri ma con potenziale espresso a metà ed un leader come Polverino capace ancora di fare la differenza dentro e fuori dal campo; i giallogranata lasciano ben sperara grazie alle ottime qualità di educatore ed allenatore di Peppe De Palma ma la coperta è corta e non sarà facile rimediare come in Prima Categoria elementi in grado di coprire buchi. Ha destato buone impressioni la Gregoriana, nel cui cilindro c'è da tenere d'occhio il canadese Pellicano ed il 2001 Catone, tesoretti da preservare. Il gruppo Baldi (Pappadia, Federico, De Girolamo, Veneziano) può fare la differenza e compensare l'inesperienza di altri componenti. Male, invece, la Calpazio, probabilmente satura dopo la delusione dello scorso anno ed il susseguente mancato ripescaggio. La base è rimasta quasi intatta, gli innesti forse non adatti a far cambiare passo ai collinari: mister Voza dovrà lavorare tanto sulle motivazioni e pescare qualcosa dal mercato svincolati per rompere gli indugi e riportare i granata ai livelli che più gli competono. Il salto di qualità è atteso dall'Alfaterna che ha perso uno dei migliori prospetti della categoria (il '98 Cascella passato al Gragnano) ma ha uno staff dirigenziale in grado di non far mancare nulla a Sellitti: starà al tecnico saper sfruttare una buona batteria di under e gestire in base all'avversario i big come Buonfiglio, Cirillo, Cavezza e Arnese. Ha cambiato di nuovo molto la Vigor Castellabate ma Di Gregorio si candida ad essere inserito tra i tecnici sorpresa di questa annata. L'arduo compito di centrare la terza salvezza consecutiva non spaventa il giovane allenatore che punta sul riscatto di calciatori riesumati da categorie inferiori e sui più determinati prospetti del posto non finiti nell'orbita dei cugini giallorossi. In fase di pre-campionato aveva sorpreso il Real Palomonte poi l'esordio in Coppa e campionato ha riportato sulla terra una formazione che probabilmente deve fare le ossa per la categoria e trovare maggiori certezze piuttosto che rilanciare giocatori che hanno necessità di tempo per abituarsi ai ritmi più alti della Promozione. Per queste ragioni va preso con le pinze il pokerissimo della Scafatese, già reduce dall'altalena improduttiva di risultati dell'anno scorso. I canarini hanno fatto piazza pulita, abbassando ulteriormente l'età media e puntando tutto sull'appartenenza alla maglia gialloblù. L'esperienza di Macera la garanzia giusta per riportare Scafati nelle zone più nobili della classifica. Un'altra garanzia è rappresentata da Raffaele Baratta, Raffaello Magaldi ed Enzo Fusco con il suo staff: l'Us Poseidon può fregiarsi della serietà e passione di tre figure dirigenziali e tecniche con pochi uguali nella categoria, sull'orgoglio dei capaccesi doc come Iannelli e D'Alessio e tutti gli altri dirigenti, sull'immensa classe di Siano, la qualità di D'Andria, la professionalità di Lamberti e Calamusa, un gruppo di giovanissimi più pronto rispetto ad altri per aver tastato già l'anno scorso le difficoltà del campionato. Ha perso ma ha ampi margini di crescita la Temeraria San Mango: (con una difesa già solida) qualche peperino da aggiungere a Tastardi e Della Monica, una punta centrale da alternare a Gagliardi, il cuore per sopperire ad alte lacune gli ingredienti giusti per mantenere senza patemi la categoria. Dulcis in fundo Rocchese e Buccino Volcei. I rossoblù puntano come di consueto a garantirsi un posto nella griglia play-off ed hanno elementi adatti a facilitare il raggiungimento del traguardo ma il livello di complessità (non di valore, attenzione) del torneo si è alzato e un ruolo cruciale lo avranno gli under, chiamati ad esprimersi senza timore la propria vivacità. I rossoneri hanno rivoltato l'organico societario e tecnico come un calzino ma sono consapevoli di potersi divertire: anche in questo caso il ds Guariglia ha puntato sulla riaccensione di calciatori di buona levatura fatti spegnere altrove (vedi Botta, Bovi, Dell'Arciprete, Tommasiello) e sull'identità dei giovani locali.
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