

Grave lutto nel mondo della palla ovale salernitana e campana per l'improvvisa scomparsa dell’allenatore e dirigente Silvano Minelli, il cui volto è legato per lo più agli anni d'oro del Salerno Rugby ed alla crescita di tanti ragazzi che continuano tutt'ora a praticare questo sport a vari livelli. La tragica notizia risale a ieri mattina, nella quale coach Minelli, come da abitudine, era intento al jogging in quel di Sicignano, prima che un malore improvviso lo costringesse a fermarsi. Un infarto, con tutta probabilità, contro cui a niente è servito nemmeno il tempestivo intervento del fratello e la susseguente corsa in ospedale. Una perdita assolutamente improvvisa, dunque, e per questo ancora più dolorosa, con le esequie che si terranno questo pomeriggio a Salerno nella chiesa del Gesù Redentore a Pastena (quartiere Europa).
"In fondo tutti quelli che conoscono il rugby a Salerno sono stati figli adottivi di Silvano Minelli - ricorda con commozione Francesco Caliendo, pilastro dell'Arechi Rugby fresco di ripescaggio in B - Grazie per ogni singola pacca e ogni singola parola che hai dato a ognuno di noi. Lo ricorderò sempre con il sorriso e con la mano aperta pronta a dare "nu bellu scuppulon". Mancherà a tutti. Sono fiero di aver conosciuto una persona come lui. Ciao Silvà".
Già dirigente del Salerno Rugby e poi dei Due Principati, il 55enne aveva offerto il suo contributo al club rossoverde soprattutto nell’ultimo biennio, guidando in panchina la rappresentativa Under 18, dando quest'estate la disponibilità a restare con i suoi ragazzi nell'orbita del sodalizio irpino dopo la scissione con la componente salernitana seguita alla storica promozione in C1 ed al contempo aveva accettato di prendere le redini del neonato sodalizio degli Angri Stallions: "Ne abbiamo elogiato doti ed ottimi risultati - ricorda l'attuale massimo dirigente del Due Principati Gigi Sbozza - partecipando, quando necessario, anche alla guida della seniores, come vice di coach Cascone. Ci lascia un amico, un fratello, ed un punto di riferimento, soprattutto per tanti giovani rugbisti. Nella sua carriera è stato un vero educatore, aiutando tanti ragazzi in difficoltà a diventare uomini. È un dolore vivo quello che proviamo che ci unisce a quello della moglie, Maria Pia, dei figli, Jacopo e Ivano, e di tutti i suoi familiari e amici".
"Quando certe notizie ti colpiscono, la prima reazione è l’ìncredulità, quella che ti fa sbottare “no, non è possibile”. Quando ci è stato riferito della scomparsa di Silvano Minelli, siamo rimasti senza parole - spiegano con le lacrime agli occhi i fautori del progetto Zona Orientale Rugby in una nota diffusa su Facebook - Molti di noi, gli “anziani” della squadra, hanno imparato la bellezza dell’ovale e dei suoi valori grazie a lui, al duro ma simpatico pilone e poi allenatore, uno che respirava rugby e che all’amore per il gioco ha dedicato gran parte della sua vita, senza aspettarsi altro che la condivisione dello stesso amore. Altri atleti ed atlete della Zona Orientale Rugby Popolare Salerno lo hanno conosciuto di recente, prima quando è venuto a vedere i nostri primi allenamenti in un prataccio di periferia, poi negli allenamenti che abbiamo condiviso con gli Angri Stallions Rugby - Baliano Tiles, amici cui saremo ancora più uniti dopo questo dolore. Ricordiamo le estenuanti sessioni di allenamento e gli scherzi da spogliatoio che riservava sempre a tutti, perché in campo si faceva tremendamente sul serio, invece. E soprattutto, ricordiamo l’ultima volta che l’abbiamo visto, venuto ad offrirci la sua esperienza qualche settimana fa durante la nostra Estate Ovale, ancora una volta donandoci il suo tempo e la sua immensa passione per fare quello che amava di più, mostrare a ragazzi e ragazze, bambini e adolescenti quanto fosse bello lo sport che amiamo tutti. Oggi, molti di quei ragazzi sono uomini e portano dentro la sua lezione, le sue parole e i suoi insegnamenti, tecnici e umani. Un adagio rugbistico dice che un rugbista non muore, ma passa la palla. Però SIlvano ce lo ha detto: lui quella palla non la molla nemmeno in Paradiso". Silvano ha passato la palla ma resta, e resterà, sempre.
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