

Salerno e la sua provincia, così come molte altre zone d’Italia, è quel luogo in cui, nell’agosto 2017, si inneggia nuovamente al fascismo, auspicandone un ritorno. E’ quanto accaduto – come riportato da freelancenews.it – nel comune di San Cipriano Picentino, dove sono apparsi, negli appositi spazi per le affissioni pubbliche, alcuni manifesti.
Da un lato l'immagine di Benito Mussolini, dall’altra quella di Matteo Renzi. Al di sotto di esse, rispettivamente, i discutibili “pro” del fascismo (con molti riferimenti storici sbagliati o falsi) e i “contro” della democrazia. In basso un logo, quello del comitato Noi con Salvini di Giffoni Valle Piana, con tanto di firma di colui che si è intestato la paternità del manifesto, ovvero il componente del circolo che si ispira al leader del Carroccio, l’ex consigliere provinciale di Alleanza nazionale Guido Carpinelli. Per concludere, poi, un avvertimento ad Emanuele Fiano, promotore di un ddl che punisce l’apologia di fascismo: “L’onorevole Fiano è avvisato: accettiamo querele per apologia del fascismo”.
I contenuti sembrano essere stati, anzi con molta probabilità lo sono, estrapolati da una di quelle immagini che, da tempo, i nostalgici del duce fanno liberamente circolare per le immense e incontrollabili strade del web. “Ha dato le pensioni; ha dato le case popolari; ha fatto leggi per difendere gli invalidi; ha reso grande l’Italia e faceva lavorare tutti perché non dovevano esistere parassiti”. Questi i cinque punti elencati sotto l’immagine di Benito Mussolini.
La vicenda ha suscitato notevoli reazioni di condanna da più parti ma gli improbabili manifesti, almeno per ora, sono ancora al loro posto.
A prendere le distanze dall’iniziativa di Carpinelli è stato perfino il coordinatore provinciale di “Noi con Salvini”, Mariano Falcone. “Guido Carpinelli ha fatto affiggere un manifesto non autorizzato dal partito, usando il simbolo in modo improprio. Prendiamo le distanze per tutelare l’immagine del partito e di Matteo Salvini ribadendo che Noi con Salvini è un movimento inclusivo non ideologizzato rispetto al passato e alle sue ideologie e quindi un manifesto del genere è anacronistico e porge il fianco ad attacchi strumentali. Nelle prossime ore valuteremo tutti i provvedimenti del caso, siamo in attesa di una risposta a una richiesta di chiarimenti rivolta al diretto interessato”.
Insomma, un’iniziativa che induce a pensare che, forse, la proposta di Emanuele Fiano, nonostante siano passati oltre 70 anni, sia quanto mai necessaria, senza dimenticare che l’apologia di fascismo è decisamente condannata dalla stessa Costituzione italiana.
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