

A quarant'anni il mondo certo non finisce, e quando una cosa la si ama così tanto come il calcio, se il fisico sorregge, perché smettere? È il caso di Dino Fava Passaro, fresco centravanti del Savoia, lo scorso anno al Portici dove ha vinto il campionato di Eccellenza. Noi di Salernoinweb lo abbiamo contattato per un'intervista e lui ci ha risposto con la solita simpatia che lo contraddistingue.
Ciao Dino. A quarant'anni suonati decidi di rimetterti in gioco ripartendo dal Savoia, non riesci proprio a smettere, vero?
"Ciao. Sì, è cime una droga (ride), non riesco proprio a farne a meno del campo".
Come è ricaduta la scelta sul club oplontino? Scegliendo un attaccante di spessore come te sembra chiaro che il Savoia miri ad un campionato di alta classifica...
"Lo scorso anno, quando giocavo a Portici dove abbiamo poi vinto il campionato, abbiamo giocato quattro volte con il Savoia. È stata una buona vetrina per me, e poi non avrei potuto sostenere tutto il ritiro di una squadra di serie D, ho preferito un progetto comunque ambizioso in una piazza importante come è quella di Torre Annunziata".
Pensi che sia il tuo ultimo contratto o deciderai di cuore, alla fine del campionato?
"Lo credevo anche lo scorso anno, infatti, dissi proprio che sarebbe stato il mio ultimo campionato. Invece, poi la scelta è stata diversa; penso che alla fine del campionato farò le valutazioni del caso. La cosa più importante sono gli stimoli che proverò".
Passiamo alle cronache granata: secondo i programmi della società, dopo due anni di assestamento il terzo dovrebbe essere quello dell'assalto alla serie A, eppure è andato via Coda. Secondo te è stata più una scelta dettata dal fattore economico o si stanno rivedendo un po' i programmi?
"Anch'io sono rimasto sorpreso. Evidentemente devono essere cambiati i programmi".
Tolti quattro o cinque giocatori più o meno fondamentali, sono riusciti a trattenere Bernardini, Odjer, Rosina, e a riprendere Sprocati e Minala. Mancano all'appello però ancora un buon portiere e un attaccante centrale. I nomi degli attaccati sono quelli di Bocalon e Maniero, ma fossi tu a scegliere, su chi ti butteresti?
"Conosco entrambi e con Bocalon abbiamo giocato insieme a Trento quando lui era un ragazzino e già si vedevano doti importanti che poi sono venute fuori negli ultimi anni. Per Salerno sceglierei Maniero perché già conosce la categoria e per una curva come quella della Salernitana servono spalle larghe".
Grazie Dino. Ti vedremo quest'anno allo stadio?
"Quest'anno voglio riuscire a venire allArechi!"
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