

Tra prestiti rientrati alle rispettive basi e la cessione dei pezzi pregiati, la rosa della Salernitana è ridotta all'osso: in porta oggi andrebbe Iliadis, domani forse Vigorito o Pelagotti, bravi certo, ma non ce ne vogliano, Gomis è un'altra storia. Quartetto di difesa confermato: da sinistra Vitale, Tuia, Bernardini (a meno di clamorosi ribaltoni l'ex Livorno rimane al suo posto) e Perico. Un'ottima difesa anche se l'ex Cagliari ha patito la seconda parte di stagione; i doppioni, in pratica, non esistono considerando che Schiavi è dato partente dal mercato di gennaio scorso, e dello stesso Mantovani non si conoscono i piani della società. Il centrocampo di certo non può sorridere, infatti, dopo aver perso Busellato e Ronaldo, con il rientro a casa madre di Minala, il quale ha dimostrato sul campo di valere la A, Bollini si ritrova con Odjer, il quale deve ancora dimostrare tanto, Della Rocca e Zito, tutto qua, per non parlare dell'attacco dove Sprocati e Rosina dovrebbero sostenere la punta Donnarumma, il quale però ha già la valigia pronta per Empoli. I nomi circolati sui taccuini dei giornalisti sono tanti, se vogliamo anche i soliti, quelli realmente trattati dalla Salernitana forse 0, il motivo è uno e viene dalle stesse parole del ds: "Noi restiamo in attesa". Certo resta una frase estrapolata da un contesto più ampio ma che dà l'esatta dimensione del mercato granata: fermo. Per paura di sbagliare forse, o per prendere le molliche che altri lasceranno? Può darsi ma i tifosi rischiano di vedere ancora un campionato fallimentare, e se questi atteggiamenti attendisti lì dove i programmi promessi erano ben altri, la quota degli abbonamenti rischia di calare ancora. Bollini aveva atteso per la firma in attesa di chiarezza sui programmi della proprietà, ed una rosa completa almeno al 70% ma, al momento, quella quota può dirsi tranquillamente ben al di sotto delle richieste del mister, e con il fuggi fuggi dei calciatori più importanti, difficilmente si riuscirà a metter su una squadra assetata e ambiziosa. Colpi di "fortuna" come quello di Coda, non si fanno tutti gli anni, attendere sempre non paga, soprattutto quando si deve lavorare in una piazza così esigente come quella di Salerno. Scegliere, attendere o non attendere, poi però bisogna accettare le conseguenze umiltà e ammettere che Salerno è un'altra cosa.
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