

Il 1 Luglio è ufficialmente partita la stagione agonistica 2017/18 ma le polemiche, specie a livello giovanile, si trascinano costanti nel tempo e non cennano a diminuire. Modifiche regolamentari, campionati stravolti e nuove proposte: tanta teoria ma in pratica a rimetterci sono sempre i ragazzi, in particolare quelli di valore. Per approfondire la questione in casa Salernitana abbiamo chiesto il parere ad uno degli ultimi tecnici che hanno portato alla ribalta nazionale il settore giovanile granata con passione e lavoro metodologico sul campo, Nino Belmonte: "La prima cosa che mi viene da fare - esordisce Belmonte - è una domanda. Come mai dopo gli ottimi risultati raggiunti sia io che ad esempio Luca Fusco non abbiamo avuto seguito in questa società? Con me abbiamo raggiunto le final eight dopo aver vinto il campionato precedento un Trapani che aveva fatto grossi investimenti, potevamo costruire qualcosa con atleti fatti in casa. Non avendo percepito diversi emolumenti ho avanzato giustamente la pretesa di un ritocco dell'ingaggio ma per tutta risposta è finito tutto. Tante promesse non mantenute fanno male, sono fiero di pensare adesso alle cose più importanti come la famiglia. Il settore giovanile è ormai divenuto un optional dove i calciatori sono oggetti e burattini nelle mani di avvoltoi. Scordatevi che, almeno allo stato attuale, a Salerno così come in varie altre piazze si possa considerare il bacino giovanile come serbatoio per costruire i propri giovani in casa". Il j'accuse del trainer che negli ultimi anni si è dato da fare nel campionato di Promozione continua: "Allenatori, calciatori, dirigenti: è una baraonda dove tutti si prostituiscono senza dignità. E' il sistema ad essere marcio a monte, uno schifo. Si parla tanto di innovazione, squadre B, riduzione degli Over, ora la divisione del campionato Primavera in due tronconi ma a rimetterci è sempre la meritocrazia ed il valore in senso stretto. Soluzioni? Non ne vedo, la mentalità attuale è irreversibile e volta ad un peggioramento continuo".
Venendo alle cose di casa nostra, Belmonte incalza: "E' triste vedere tanti ragazzi di qualità salernitani purosangue perdersi per strada o vivacchiare tra i dilettanti quando almeno avrebbero sputato il sangue per la maglia di cui sono tifosi e sicuramente raggiunto risultati migliori di ultimi e penultimi posti in sequenza, raggiunti in un contesto confusionario e privo di prospettive. I risultati, almeno quelli dei più grandi, sono destinati a rimanere tali e le stesse scuole calcio rischiano di finire sempre più invischiate in un circolo vizioso economico senza uscita. Ne ho visti tante di promesse, vuoi per sfortuna o per fattori esterni, non poter sviluppare qualità importanti. Penso a Rosario De Sio ma anche agli stessi Di Fraia ed Apicella che seppur hanno totalizzato presenze in D avrebbero meritato miglior sorte. Cappiello? E' un prodotto di mio zio Angelo che lo ha svezzato allo Sporting Vietri sul Mare, io gli ho dato fiducia da sotto età nonostante il parere contrario di qualcuno. Ha tutte le qualità umane prima che tecniche per poter emergere e spero vivamente possa rappresentare la mosca bianca tra i giovani nostrani in prima squadra con la Salernitana".
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