

Contro il Latina la Salernitana disputa una partita dai due volti: granata abulici nella prima frazione, in cui vanno sotto quasi a sorpresa (gli ospiti non segnavano da oltre 400 minuti). Incassato il gol Bollini manda subito Donnarumma a scaldarsi, per poi lanciarlo nella mischia a pochi minuti da inizio ripresa dopo diverse settimane di naftalina, ufficialmente motivate con noie fisiche. Torna Alfredo la' davanti e la squadra improvvisamente reagisce in maniera prepotente, stravolgendo l'andamento compassato della gara. L'ingresso dell'attaccante torrese, sebbene senza ritrovare la via della rete, è devastante perché rompe gli equilibri e gli schemi difensivi degli avversari, che perdono le distanze e i punti di riferimento acquisiti nel primo tempo. La Salernitana macina gioco e confeziona occasioni da gol, Coda e Rosina riescono a trovare più spazi ed opportunità di rendersi pericolosi, Sprocati rifinisce con maggior incisività le azioni offensive finché il risultato è meritatamente ribaltato. La partita con i nerazzurri ha confermato che l'attaccante oplontino deve necessariamente trovare più spazio nell'undici titolare poiché riesce a conferire trazione anteriore alla compagine granata, più peso e pericolosità in un campionato dai valori tecnici livellati. Toccherà a Bollini saper sbrogliare la matassa e trarre il massimo da elementi dello spessore di Alfredo Donnarumma, ridisegnando la soluzione tattica ottimale e confacente alle caratteristiche del calciatore.
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