

La Salernitana fa tris con il malcapitato Ascoli tra le mura amiche. Complice il trend positivo, risalgono i numeri dei tagliandi staccati, che ritornano a superiore la fatidica quota 10 mila, che fanno felice cassiere e Lotito. La giornata è da manuale in termini calcistici. La squadra ha un approccio ottimale al match, è ben disposta e preparata tatticamente, tignosa e pragmatica, riesce a coniugare il bel gioco con la concretezza del risultato, spaventando ripetutamente l'avversario, annichilito ed incapace di abbozzare nemmeno un tentativo di reazione. Il 2 a 0 finale è lo scontato epilogo di una partita sviluppatasi a senso unico, dominata in lungo e in largo dai padroni di casa, abili a trasformare a proprio vantaggio il fattore Arechi. Difesa impenetrabile (un gol al passivo in 4 partite) grazie alla coppia centrale Tuia-Bernardini che gode di un ottimo periodo di forma, centrocampo operaio ma capace di fornire le giuste geometrie di gioco, secondo lo spartito tattico confezionato dal tecnico. Nel reparto offensivo la Salernitana fa tremare gli avversari: Coda si conferma di partita in partita di meritare la massima serie, realizzando prestazioni sugli scudi anche senza entrare nel tabellino marcatori. L'uomo partita porta il nome di Mattia Sprocati, che ha consolidato la sua posizione nelle gerarchie del gruppo, dopo un avvio in sordina, mentre Donnarumma ha unito la generosità alla consueta pericolosità in zona gol, avrebbe meritato di restare in campo per cercare la rete personale. A Bollini vanno certamente riconosciuti i meriti per i progressi compiuti dalla squadra, che fino ad mese fa sembrava in balia delle onde, incapace di produrre una manovra di gioco e di esprimere una chiara identità tattica. Il trainer dal canto suo getta opportunamente acqua sul fuoco dei facili entusiasmi, rimarcando la delicatezza della fase finale e l'importanza di tenere i piedi per saldi a terra per evitare voli pindarici che potrebbero compromettere il raggiungimento dell'obiettivo stagionale minimo, rappresentato da una salvezza da conquistare con sufficiente anticipo rispetto alla fine del campionato. Il momento è indubbiamente fondamentale per il futuro della Salernitana, al fine di comprendere se i granata possano lottare per qualcosa di avvincente nelle ultime dieci giornate, ma occorreranno concretezza e continuità di risultati. Le prestazioni di Coda e compagni sono figlie di buona organizzazione ma anche di un mirato programma di preparazione fisica, studiata minuziosamente per ogni singolo elemento, come descritto dal tecnico mantovano più volte in conferenza stampa. Bollini ha avuto anche il coraggio necessario per accantonare Alessandro Rosina, il capitano della squadra ed icona della campagna trasferimenti estiva del sodalizio di Via Allende, grazie alle doti tecniche ed al notevole bagaglio di esperienza del calciatore. Vincere senza il numero 10, relegato in panchina per due turni consecutivi, rappresenta un valore aggiunto in termini di fiducia ma anche un segnale inequivocabile di personalità e carisma, non sempre riconosciute al trainer. Le vittorie aiutano a vincere, ha sentenziato nei giorni scorsi l'allenatore di Poggio Rusco, ed il gruppo vive un periodo positivo anche sulle ali dell'entusiasmo e sull'acquisizione di una maggior fiducia nei propri mezzi, in attesa di poter raccogliere un bottino di punti sostanzioso negli ultimi dieci incontri del torneo. Davanti ai granata gli avversari procedono con il freno a mano tirato e questo andamento potrebbe lasciare acceso il lumicino della speranza di poter coltivare ancora sogni di gloria.
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