

Sarà una Salernitana inedita quella ad affrontare il Brescia questo pomeriggio all'Arechi. A causa di squalifiche (Odjer e Improta) ed infortuni (Busellato e Mantovani) mister Bollini sembra orientato ad utilizzare uno schieramento a trazione anteriore, basato sul 4-3-3. In attacco il tecnico dovrebbe affidarsi al tridente composto da Coda, migliore in campo a Benevento, il rientrante Rosina e Sprocati, che potrebbe esordire da titolare dopo la positiva apparizione in terra sannita. In mediana Zito comporrà la cerniera assieme a Ronaldo, playmaker, e Minala. In difesa si attende la linea a quattro costituita da Perico e Vitale esterni e la coppia Tuia-Bernardini schierata ad arginare i voli pericolosi dell'airone Caracciolo, non al top di condizione. L'allenatore della Leonessa, l'ex milanista Brocchi è conscio di giocarsi a Salerno le residue chances di scampare all'esonero e probabilmente disporrà i biancazzurri con una formazione accorta ed attenta. Le Rondinelle hanno bisogno di un risultato positivo per invertire un pericoloso treno negativo che ha fatto piombare la compagine lombarda nella zona rossa della classifica. Il contorno al match sugli spalti sarà uno degli elementi più piacevoli da vivere ed evidenziare: le due tifoserie, infatti, sono legate da un profondo rapporto di amicizia, che quest'anno taglia il traguardo dei vent'anni di nascita. Un legame generatosi naturalmente dopo la tragedia dell'indimenticato supporter bresciano Roberto Bani, caduto accidentalmente nel fossato dell'Arechi. I tifosi granata, reduci dalle contestazioni post Trapani e Spal e dalla ripresa per il buon pari del "Vigorito", vivranno un pomeriggio di festa, accomunati da un sentimento di rispetto ed affetto nei confronti della corretta e passionale torcida bresciana. Placate le polemiche per gli scarsi risultati ed il rendimento in campo al di sotto delle attese, oggetto di onestà ammissione anche dal DS Fabiani in un'intervista ieri, anche il co-patron Mezzaroma si è rivisto al campo d'allenamento per mostrare vicinanza ad una squadra troppo spesso abbandonata al proprio destino. La proprietà granata, dopo la rielezione alla presidenza FIGC di Carlo Tavecchio, è attesa alla prova del nove: lavorare sotto traccia per trasformare gli annunci elettorali in fatti, nell'ambito delle modifiche alle norme federali relative alla multiproprietà. È necessario che questo vincolo datato sia ridiscusso in maniera opportuna ed al passo coi tempi moderni, in modo che non possa definitivamente creare alibi e limiti ad una programmazione societaria frutto di improvvisazione e modestissima ambizione. Salerno ha ringraziato ed sarà sempre grata per essere venuta fuori dalla sabbie mobili del calcio, ma è anche difficile proseguire un percorso senza conoscere la destinazione a cui si punta ad arrivare.
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