

Masticano ancora amaro i tifosi della Salernitana per un’altra sconfitta in terra scaligera, maturata con lo stesso punteggio dell’ultima sfida al Verona in trasferta del giugno 2011. I granata, scortati da circa 800 tifosi speranzosi di vendicare la finale play-off persa sei anni fa, iniziano con buon piglio la gara, facendo leva su una buona applicazione tattica (3-5-2 elastico), contrapposto al 4-3-3 degli uomini di Pecchia. La Salernitana scende in campo a viso aperto, evitando di fare barricate ma ben presto emergono i limiti della formazione allenata da Bollini, che paga a caro prezzo le due disattenzioni difensive. La formazione ospite riesce anche a costruire pericoli significativi per la porta gialloblù ma spreca clamorosamente più di un’occasione sotto porta, rivelandosi molto fumosa nella rifinitura delle azioni e assai poco cinica, a differenza dell’avversario. La differenza tra le due compagini, oltre che nella qualità ed assortimento dell’organico, sta nella grinta e cattiveria espresse in campo, aspetti nei quali la Salernitana è colpevolmente mancata. Entrando nel dettaglio della prestazione, è facile notare come certi elementi abbiano deluso le attese: capitan Rosina rincorre la sua ombra per tutto il campo, senza riuscire ad incidere positivamente e meritando una forse tardiva sostituzione, Tuia perde Pazzini e posizione quanto basta per compromettere la partita, Della Rocca, sebbene reduce da una settimana carica di noie fisiche, non dimenticherà facilmente l’occasione gettata al vento sotto porta. La squadra granata gioca nel complesso una buona partita, con maggior attenzione avrebbe potuto portar via anche un risultato positivo ma in queste sfide molto sentite e contro un avversario molto ben attrezzato tecnicamente, non si possono perdere tanti palloni in uscita dalla retroguardia ed occorre una maggiore reattività sulle cosiddette "seconde palle". Nemmeno i cambi, giunti a risultato compromesso, riescono a dare la scossa per ritornare in partita e così la Salernitana vede concludersi presto la mini striscia di risultati positivi, iniziata contro il Perugia, restando ferma a quota 27 punti in classifica, implicata nella zona calda per non retrocedere. Il mercato di riparazione, che a Gennaio vive una fase emozionale, con accelerate e frenate legate ai risultati maturati, sarà protagonista dei prossimi due giorni: Bollini ha dichiarato che la società è consapevole di cosa possa servire per migliorare la rosa: in attesa dell’ufficialità di Sprocati, per assestarsi in una zona largamente tranquilla di classifica servono un difensore centrale di grande spessore ed esperienza ed un centrocampista che possa conferire qualità al reparto e permettere un’alternanza nella zona nevralgica del campo. Lotito e Fabiani sono avvisati.
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