

La Salernitana nel 2016 ha deluso in campo ma non sugli spalti. I numeri raccontano di una tifoseria posizionata al quarto posto in serie B per presenze allo stadio nelle gare interne, hanno fatto meglio solo Bari, Verona e Cesena. In totale sono risultati 281.840 gli spettatori, di cui 5mila corrispondenti alla quota abbonati media, registrate oltre 10 mila presenze in dodici gare disputate nell’arco dell’anno solare con il picco di 25 mila unità toccato in occasione alla gara di ritorno dei playout con il Lanciano, capace di superare anche la finale playoff Pescara-Trapani (20 mila tagliandi staccati). Sul podio anche l’incasso del match Salernitana-Modena (20 mila spettatori) e quello col Verona all’esordio del campionato in corso. Nonostante questi dati riscontrati al botteghino, a fronte soprattutto di un andamento ampiamente al di sotto delle attese in campionato tra la scorsa stagione e quella attuale, non sono mancate le polemiche alimentate dalla società, specialmente dal patron Claudio Lotito, che più volte si è lamentato per un attaccamento alla sorti della compagine granata al di sotto delle possibilità della piazza, inasprendo i rapporti già non idilliaci con gran parte dell’ambiente salernitano. La tifoseria del Cavalluccio, al di là delle sofferenze sportive patite, invece, si è mostrata molto matura e legata alla casacca della propria squadra, che non ha certo riservato gioco spumeggiante o sogni di gloria, non facendo mai mancare il proprio sostegno alla causa. Tra allenamenti e partite interne ed esterne i supporters granata hanno rappresentato sempre il valore aggiunto di un club in cui le carenze organizzative e di programmazione sono evidenti, rendendosi famosi per il proprio calore per tutto lo Stivale e stringendo finanche rapporti oltre i confini nazionali con tifoserie di caratura internazionale. Nella seconda parte dell’anno si è denotato un calo delle presenze (113.813 sul totale), complice anche il rendimento ancora deludente della squadra, agli ordini di Sannino prima e Bollini poi. La torcida granata è stanca di essere presa in giro e di vedere tanta speculazione attorno alla genuina passione per un simbolo della propria città ma resta sempre decisiva per conquistare il bottino pieno tra le mura amiche e tante formazioni ne hanno fatto le spese capitolando nel catino dell’Arechi. L’auspicio è che la Salernitana possa risalire in classifica, che la società possa cambiare rotta programmando il mercato di Gennaio ed il futuro in maniera più consona alle aspettative della piazza e rianimare l’entusiasmo che ricondurrebbe altre masse di tifosi allo stadio.
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