

Archiviato il 2016, avaro di grandi gioie per la casacca granata, iniziamo una rapida sintesi di cosa è accaduto durante l’anno appena concluso, a partire dal mese di Gennaio. La comincia con il grave handicap dei pochi punti in classifica racimolati fino all’ultima giornata d’andata: sono 20 quelli conquistati in 21 gare dalla truppa allenata da Vicenzo Torrente. La Salernitana è reduce dalla sconfitta per 2 a 1 a Como e deve risolvere non poche grane all’interno dello spogliatoio. La società, che rinnova il contratto per un anno al DS Fabiani, decide di mandare la squadra in ritiro a Serino in vista della prima giornata di ritorno ad Avellino, che si rivela l’ennesima debacle (gli irpini vincono grazie ad un goal di Trotta) e nel frattempo programma il mercato di rafforzamento. Sciudone, Troianiello,Milinkovic, Pollace e Perrulli non vengono convocati e saranno poi ceduti. A questi si aggiungono Lanzaro ed Eusepi, che non rientrano più nei piani della società e cercano nuove destinazioni, finendo poi rispettivamente al Foggia e al Pisa. La compagine granata agli ordini del tecnico cetarese si allena tra i campi di Baronissi, Volpe ed Arechi a causa delle cattive condizioni del manto erboso trovato in ritiro e paga numericamente le tante assenze per infortunio (out Odjer, Bernardini, Tuia e Nalini). Fabiani segue assiduamente le operazioni di mercato, da cui dipenderanno le sorti del Cavalluccio a fine stagione: il primo innesto viene piazzato subito dopo le festività natalizie ed è rappresentato da Antonio Zito, proveniente proprio dall’Avellino. Tante le trattative sul tavolo, di cui molte sfumate anche per la precaria classifica della squadra: Cremonesi, Mammarella, Roberto Insigne e Fontanesi rifiutano di venire a Salerno, Lotito prova a trasferire in Campania tre elementi della Lazio: Morrison, Braafheid, Prce, Tounkara e Oikonomidis, ma solo gli ultimi tre accettano il prestito, andando a rinforzare la batteria dei difensori (zero presenze, tuttavia, per il croato) e degli esterni alti. Successivamente la formazione capitolina acquista dall’Empoli il regista brasiliano Ronaldo Pompeu da Silva spedendolo a Salerno per alzare il tasso di qualità della rosa granata. Fabiani batte il colpo Ceccarelli in retroguardia (dal Bologna in prestito), seguito dall’under Bagadur della Fiorentina, e rescinde il contratto a Milinkovic, che si accasa al Genoa, poi effettua uno scambio di portieri con l’Arezzo: Ronchi in Toscana e Rosti in riva al Golfo, che non potrà essere tesserato per problemi burocratici. In uscita Sciaudone, autore di un girone molto al di sotto delle attese, parte per la Liguria, direzione La Spezia in prestito, fanno le valigie anche Perrulli (torna alla Lupa Roma) e Troianiello (Ternana in prestito). Gabionetta è uno dei nodi più delicati di casa granata: il brasiliano aveva iniziato benissimo il campionato per poi calare di rendimento vistosamente e sollecitare il rinnovo contrattuale: per lui l’orizzonte appare la cessione grazie a delle sirene cinesi ma Lotito prova a convincerlo a restare, senza successivamente riuscirci. Dopo il K.O. di Avellino iniziano a circolare le voci di un ritorno di Menichini in panchina, Torrente è sempre più in bilico ma la vittoria ai danni del Brescia (3-0 con reti di Coda, Franco ed autogol) gli consentono di galleggiare ancora. L’ex tecnico genoano ben presto sarà rimosso dall’incarico, come punto di base del progetto di rifondazione tecnica della squadra , di cui Lotito si fa dichiaratamente garante, riducendo anche la responsabilità della figura dell’appena riconfermato direttore sportivo.
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