

Con la partita in programma questo pomeriggio all’Arechi contro il Perugia si chiude il ventesimo turno di campionato che rappresenta il giro di boa del calendario stagionale. Numericamente il primo bilancio non è assolutamente soddisfacente, nonostante le aspettative di tutt’altro spessore esternate dalla società ad inizio torneo. Lo scorso anno di questi tempi la musica suonata della banda Lotito” era pressoché la stessa. La Salernitana di Torrente giungeva al traguardo di metà campionato con il pericoloso bottino accumulato di soli 20 punti in classifica, che costrinsero ad operare in maniera robusta sul mercato per recuperare lo svantaggio accumulato. I granata conquistarono 25 punti nel girone di ritorno con Menichini in panchina, che, tuttavia, non rivelarono sufficienti ad evitare i play-out. Per evitare il ripetersi di quanto già vissuto nel corso del 2016 bisogna fare di tutto per battere i Grifoni e raggiungere la soglia delle 24 lunghezze che permetterebbe di stare un po’ più tranquilli nella seconda fase ed eviterebbe l’ennesima ed affannosa rincorsa ai lidi che garantiscono la salvezza. Consci della delicatezza e dell’importanza della gara, la tifoseria ha deciso saggiamente di non abbandonare la squadra in occasione della partita interna con gli umbri, nonostante la mortificazione del derby non sia stata ancora digerita, ultima, peraltro, di una lunga serie di delusioni sportive che la Salernitana ha riservato ai propri supporters negli ultimi tempi. Per questo motivo non sono mancati gli striscioni dei gruppi organizzati, che invitano caldamente società e squadra ad operare una programmazione seria ed a rendere in maniera adeguata alle aspettative della piazza di Salerno, senza cali di concentrazione. Una delegazione del tifo organizzato ha anche incontrato la compagine granata, che ha trascorso la settimana nel ritiro di Paestum, allenandosi a Salerno. Anche il patron Lotito, dall’abituale località di vacanze invernali del periodo, è intervenuto sulla questione relativa allo scarso rendimento della formazione di Sannino prima e Bollini poi, rimarcando la necessità di sistemare al più presto le situazioni interne che non permettono la resa ottimale dell’undici in campo ed appellandosi anche a futili ragioni addotte a titolo di alibi. Sarebbe stato più onesto ammettere i tanti errori di costruzione della rosa e di scelta delle guide tecniche piuttosto che trincerarsi dietro il timore che potrebbe incutere un petardo. Probabilmente tali avvenimenti avranno intimorito le casse societarie. Le chiacchiere vanno al vento, sono i fatti ed i numeri che parlano, senza esigenze di particolari osservazioni ulteriori. La società è sostanzialmente assente, si affida allo spaventapasseri Fabiani, che recita un copione già scritto ed annuncia scenari di mercato più o meno favorevoli alla casacca granata, senza considerare che ai salernitani non interessa il nome bensì l’impegno profuso per la causa. I limiti della rosa attuale e la posizione attuale di mister Bollini, che applica un rigido 4-3-3 senza disporre di tutti i mezzi tecnici adeguati al suo credo calcistico, sono ampiamente chiari e pertanto la società in questo frangente dovrà operare con tempismo ed oculatezza in ambito del mercato di rafforzamento, cedendo innanzitutto gli elementi che reputa non utili alla causa. Il nuovo anno comincerà con impegni dall’alto coefficiente di difficoltà ( Spezia all’Arechi e trasferta al Bentegodi) ed occorrerà farsi trovare pronti nell’immediato, mettendo da parte le abitudini, spesso malsane, del patron Lotito di attendere l’ultimo giorno del calciomercato per operare i movimenti necessari.
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