

Ammontano a ventisei le reti subite finora in stagione dalla Salernitana, di cui ben undici sugli sviluppi di calcio da fermo, che hanno contribuito in maniera determinante a lasciare per strada ben sette punti almeno in classifica. Se il pacchetto arretrato soffre, assieme al resto della squadra, di questo grave difetto, che mister Bollini sta cercando di correggere, ma con scarsi risultati al momento, il primo a finire sul banco degli imputati in questi casi è il portiere. Pietro Terracciano, estremo difensore classe 1990, sta disputando un campionato altalenante, condito da ottimi interventi tra i pali della porta, che hanno spesso salvato il risultato, ma si è mostrato ancora troppo incerto in alcune circostanze decisive, dove non è riuscito a togliere le castagne dal fuoco alla retroguardia granata, nonostante la sua presenza fisica. Il portiere di San Felice a Cancello, è apparso talvolta insicuro nelle uscite, specialmente quelle aeree, e tale prerogativa non ha aiutato i compagni di reparto a limitare i danni sui calci piazzati, dove gli avversari spessi sono risultati letali, sfruttando le disattenzioni clamorose della compagine di Sannino prima e Bollini dopo. La carenza di concentrazione è indubbiamente la principale causa scatenante del problema che affligge la Salernitana fin dalle prime battute della nuove stagione, quando le avvisaglie iniziali della fragilità sui tiri da fermo si era evidenziata in occasione del goal di Montella del Pisa in Coppa Italia allo scadere. Gli altri episodi che sono costati caro a Rosina e compagni si sono registrati poi nella trasferta di La Spezia (goal Nenè), col Vicenza (Di Piazza per il 3 a 2), Mora a Ferrara, con il Benevento (Lucioni), a Brescia (Bisoli su corner), due errori a Bari (De Luca e Daprelà), per poi passare alla rete di Soddimo a Frosinone, con il Carpi in casa (Bifulco al 90’) e gli ultimi due episodi sono avvenuti al Partenio-Lombardi di Avellino (Jidayi ed Ardemagni). La società di Via Allende, con in testa il DS Fabiani e la proprietà, è chiamata a compiere un’analisi attenta per valutare le motivazioni tecniche legate a questo tallone d’Achille, che rappresenta un elemento importante di debolezza della formazione granata e ad apportare i dovuti correttivi. L’intero roster difensivo andrebbe rivisto poiché alcuni elementi non hanno reso per quanto atteso o per la loro esperienza (e retribuzione), altri sono stati sopravvalutati o hanno mostrato diessere, almeno in questa fase, non adeguati alla categoria. Un’analisi attenta e lucida va certamente realizzata per Terracciano, che è stato protagonista complessivamente di prestazioni nettamente migliori dello scorso anno, in cui era in competizione continua con Strakosha, ma che sembra incapace di assicurare un rendimento tale da ridurre le problematiche sopra menzionate. L’area tecnica conosce meglio di tutti pregi e limiti dei propri tesserati e, alla luce della classifica e degli obiettivi prefissi ad inizio torneo, dovrà intervenire fin da subito dove ritiene di poter migliorare la rosa, magari iniettando un pizzico di esperienza ulteriore che possa infondere più fiducia a tutti gli elementi chiamati alla fase difensiva.
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.