

L’impegno nell’attesissimo derby di sabato pomeriggio allo stadio “Partenio-Lombardi” contro l’Avellino riserverà ancora cambiamenti nell’undici base di mister Bollini, reduce, reduce dalla sconfitta interna con il Carpi, a causa dell’assenze pesanti di Coda e Bernardini per squalifica, che si aggiunge a quella del lungodegente Odjer. Conscio di dover contare su elementi che possano garantire adeguata brillantezza nella tenuta atletica e la giusta preparazione mentale, il tecnico riproporrà il 4-3-3, finora foriero di prestazioni positive, disponendo la difesa con Perico nel ruolo di terzino destro, Vitale a sinistra e schierare Raffaele Schiavi al fianco del rientrante Tuia al centro del pacchetto arretrato. Mantovani resta la prima alternativa. A centrocampo certa la conferma di Ronaldo nel ruolo di playmaker, affiancato dall'instancabile motorino Busellato a destra ed uno tra Della Rocca e l’ex di turno, Antonio Zito, nel ruolo di mezzala sinistra. In attacco Bollini, nonostante l’assenza del bomber principe, punterà ancora sul tridente, capace di conferire pericolosità, corsa ed equilibrio alla manovra nelle due fasi di gioco, predisponendo in rampa di lancio Joao Silva nel ruolo di centravanti. I principali candidati ad affiancarlo nel reparto restano Improta, recuperato dagli acciacchi della scorsa settimana e desideroso si dar sfogo alle sue progressioni sulla fascia, ed il capitano Rosina, elemento imprescindibile per la formazione granata da un punto di vista carismatico e tecnico, certo di indossare la maglia numero 10 dal primo minuto per trascinare i suoi verso un risultato positivo. L’ultima esibizione contro gli emiliani di Castori e La scelta di questa soluzione tattica riduce ancora al lumicino le chances di una maglia da titolare ad Alfredo Donnarumma, il cui futuro sembra proiettato verso altri lidi a Gennaio. Sull’altra sponda, invece, il subentrato trainer Walter Novellino, dopo l’ennesimo K.O. stagionale dei biancoverdi, patito a Bari, chiederà alla sua squadra di mettere in opera la sete di riscatto e l’orgoglio per vincere e risalire in classifica dalla penultima posizione, attestata al momento a quota 17 lunghezze e con lo spettro penalizzazione all’orizzonte. La compagine irpina resta particolarmente temibile tra le mura amiche, nonostante una prima metà di torneo disputata in maniera molto deludente. Il tecnico marchigiano dovrebbe ancora una volta affidarsi al modulo 4-4-2 schierando Gonzalez, Jidayi, Djimsiti e Donkor dinanzi a Radunovic; Verde, D’Angelo, Paghera, Crecco sulla linea mediana e reparto offensivo composto dal duo Castaldo-Ardemagni. L’Avellino punterà sulla grinta e la dinamicità dei suoi calciatori, specialmente nella folta zona nevralgica del campo, ed il buon feeling col goal degli attaccanti. E’ prevedibile che la partita si giochi e si decida principalmente a centrocampo e sulla capacità di creare la superiorità numerica sulle fasce, ma il guizzo o l’errore di un singolo potrebbe sempre essere determinante a rompere gli equilibri di partenza. Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata dallo sfruttare le eventuali occasioni su calcio piazzato, dove i granata possono giocarsi diverse carte: Coda dalla distanza, Rosina dal limite dell'area e Ronaldo dalla media distanza. Entrambe le squadre scenderanno in campo cariche e con la giusta fiducia nei propri mezzi, grazie anche agli ultimi risultati positivi conseguiti, pertanto è lecito anche attendersi uno spettacolo adeguato per la categoria, senza scoprire, tuttavia, oltremodo il fianco all’avversario. Al novantesimo la spunterà chi sarà in grado di interpretare meglio l’approccio alla gara, le fasi di gioco e dimostrare più volontà di far sua l’intera posta in palio. Dal canto suo, al di là delle alchimie tattiche e dei possibili avvicendamenti (ancora mai rivelatisi decisivi), la Salernitana deve necessariamente ritornare a casa con un risultato positivo per mettere fieno in cascina in vista della fine del girone d’andata e distanziarsi maggiormente dalla zona calda, e soprattutto perché il derby non è una partita come le altre, è semplicemente la sfida più importante e sentita dell’anno da tutta la tifoseria.
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